Ndurciullune

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Area di produzione
tratto del territorio interessato dal tratturo “ L’Aquila – Foggia o tratturo magno” ricadente nel comprensorio tra Cupello e Lanciano.

 

Descrizione
Pasta fresca, lunga a sezione rettangolare, lavorata a mano, a base di semola di grano duro e farina di grano tenero, di colore avorio opaco.

 

Lavorazione
L’impasto si ottiene aggiungendo alla miscela, formata dal 70% di semola ed il 30% di farina, un 40-50 % di acqua e sale. Dopo aver ben lavorato ed amalgamato l’impasto, lo si lascia riposare coperto da uno strofinaccio per circa 20 minuti. Trascorsi i quali si rilavora l’impasto e lo si lascia riposare per altri 10 minuti. La fase successiva prevede la riduzione in sfoglia col matterello dello spessore di circa 4-6 mm.
La sfoglia così ottenuta può essere tagliata a mano o con un attrezzo detta chitarra o “carraturo” formato da un telaio di legno su cui sono tesi dei fili di acciaio, si ottiene così uno “spaghetto “ a sezione rettangolare di dimensione 4mm x 6mm e di circa 50 cm di lunghezza.

 

La pasta trova il giusto modo di essere apprezzata se condita con sugo a base di olio extravergine, carne di castrato o pecora, pomodoro a pezzetti e varie spezie aromatiche. La particolarità di questo condimento consiste nel preparare con la carne suddetta, degli involtini ripieni con battuto di erbe aromatiche, aglio, prezzemolo, pancetta di maiale o lardo.

 

Cenni storici e curiosità
Questo prodotto scaturisce dall’incontro della civiltà contadina con quella pastorale che avveniva durante la transumanza ( l’ultima risale al 1961) infatti vi si ritrovano i prodotti tipici di entrambe le culture. L’origine di questo piatto è perciò sicuramente da riferire ad un’epoca che risale ad oltre un quarto di secolo fa. Se oggi è possibile degustare ancora questo piatto lo si deve alla trasmissione orale da parte degli anziani della civiltà contadina.

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