Nero d’Avola, Syrah e non solo: dal 1962 questa cantina siciliana non ha mai smesso di fare vini del territorio

Matteo Cicarelli  | 30 Ago 2025

La Sicilia, la più grande isola del Mediterraneo, conserva numerose bellezze dal punto di vista culturale, ma soprattutto enogastronomico. Questo territorio abbracciato dal mare nasconde filari di vite e grappoli d’uva che risplendono al sole. Nel cuore della provincia di Trapani, tra Marsala e Mazara del Vallo, si trova Petrosino, comune noto per l’alta produzione di uva. Qui, immersa in un’area che alterna coste ventilate e pianure fertili, sorge la Cantina Sociale Petrosino, realtà cooperativa che dal 1962 porta avanti con orgoglio la vocazione agricola del luogo. La vicinanza con il mare, i venti caldi e la tradizione vitivinicola rendono questa zona ideale per la nascita di vini in grado di raccontare l’anima di questa terra e far innamorare chiunque.

La storia della Cantina


Il 18 febbraio 1962, un gruppo di 40 agricoltori ha deciso di unire le proprie forze e conoscenze vitivinicole per dare vita alla Cantina Sociale Petrosino. Questa sembrava essere l’unica via per dare valore al lavoro delle singole aziende familiari e trovare nuove prospettive di sviluppo. Tale scelta, nata in un contesto agricolo ancora fragile, si è dimostrata molto proficua. Infatti, la cantina ha raggiunto la quota di 759 soci, con una produzione annua di circa 200.000 quintali di uva. L’azienda porta avanti una filosofia improntata sul rispetto della tradizione, ma allo stesso tempo non manca un’apertura verso tecniche innovative, per potersi anche adattare al costante mutare del mercato. La cooperativa ha infatti adottato protocolli di sostenibilità per salvaguardare l’ecosistema e sostenere le comunità locali, con l’obiettivo di consegnare alle nuove generazioni un patrimonio agricolo intatto.

I vini della Cantina Sociale Petrosino


I vini di Petrosino sono il ritratto autentico di un territorio caratterizzato da un clima caldo e secco, con la costante influenza del vento di scirocco. La vicinanza al mare conferisce ai vigneti una spiccata salinità. L’azienda, oltre a sostenere le comunità locali, crede molto nella promozione e nel valore dei vitigni autoctoni, possibilmente monovarietali, proprio per accentuare il legame con il territorio. Gran parte della produzione è dedicata a vigneti a bacca bianca. Il vitigno simbolo è rappresentato dal Grillo, che regala un vino dal colore giallo paglierino brillante, con profumi di agrumi e fiori mediterranei. La cooperativa ha il prima to di essere stata la prima a spumantizzare questo tipo di uva. Non mancano prodotti, sempre di alta qualità, realizzati con uve a bacca nera come il Nero d’Avola e lo Syrah: rossi strutturati, con note sapide e speziate. Ogni bottiglia viene commercializzata principalmente sotto il marchio PETROS, che racconta una terra generosa e un sapere che continua a essere tramandato.

Matteo Cicarelli
Matteo Cicarelli


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