Si chiama Nina, e grazie a lei finalmente sapremo riconoscere una copia dall’originale. È la prima volta che succede in Italia

Marianna Di Pilla  | 10 Apr 2024  | Tempo di lettura: 3 minuti

È un caso senza precedenti, quello di Nina, ma che è già destinato a far parlare di sé a lungo.
Per la prima volta l’Italia si avvale delle più avanzate tecnologie di intelligenza artificiale per proteggere uno dei cavalli di battaglia della gastronomia mondiale. Da cosa, esattamente?

Mozzarella di Bufala e Italian Sounding


L’obiettivo di questa iniziativa è difendere la Mozzarella di Bufala DOP dalla contraffazione, dall’imitazione e da tutti i pericoli legati alla pratica dell’Italian Sounding.
La mozzarella di bufala campana è molto più di un formaggio; è un prodotto che incarna e racconta secoli di tradizione artigianale e l’amore per i prodotti locali italiani. Caratterizzata da una consistenza cremosa, dal sapore delicato e da un profumo invitante, la mozzarella di bufala originaria della Campania è una prelibatezza che si produce attraverso l’uso di ingredienti e tecniche ben precise. Utilizzando prima di tutto il latte fresco di bufala, e seguendo procedimenti e tecniche che ne garantiscano qualità, sapore e consistenza.
Quando si acquista una mozzarella di bufala, è bene assicurarsi di scegliere prodotti di alta qualità da fornitori affidabili. Cosa che non sempre è possibile, soprattutto quando si parla di un prodotto così famoso e così imitato.
Ecco allora che entra in campo Nina, per la prima volta scelta come vigilante speciale dal Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana DOP.

Chi è Nina e cosa fa


È la società Farzati SPA ad aver creato Nina, o per essere più precisi ha messo a punto un sistema di intelligenza artificiale che funziona come un vero e proprio bodyguard virtuale della mozzarella di bufala.
Nina è una piattaforma digitale capace di fare moltissime attività che permettono di distinguere una vera mozzarella da una imitazione. Può ad esempio verificare l’autenticità degli incarti di mozzarella Dop, uno tra i principali elementi da tenere in considerazione per registrare eventuali imitazioni o contraffazioni.
Un lavoro reso possibile dalla capacità di Nina di scansionare gli incarti individuando imprecisioni e differenze rispetto alla versione originale. Nina sarà in grado di riconoscere la scala cromatica usata, se un testo è tradotto male dall’italiano (mozzabella al posto di mozzarella), il font usato nei testi e la correttezza dei parametri dell’etichetta come autorizzazioni, bollini CE e dati del disciplinare.
Attraverso l’impiego di ben sette algoritmi, Nina è in continuo miglioramento e potenziamento delle proprie funzionalità, e diventerà dunque sempre più precisa nella sua missione contro le mozzarelle fake.
Nina diventa così un primo, importante tentativo di applicare l’intelligenza artificiale al mondo del food italiano, per contrastare il fenomeno delle mozzarelle false e dell’Italian sounding.
Si aggiunge ai 15mila controlli che ogni anno vengono già condotti dagli altri enti deputati quali Asl e Carabinieri, che con il loro lavoro coordinato rendono la Bufala Dop uno dei prodotti più tutelati in Europa

Marianna Di Pilla
Marianna Di Pilla


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