Nocciola dei Monti Cimini

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La nocciola dei Monti Cimini è riferibili alla specie Corylus avellana cultivar “Tonda Gentile Romana”. Tale cultivar presenta guscio di medio spessore, subsferoidale con l’apice leggermente a punta; colore nocciola e scarsa lucentezza. Il seme è medio-piccolo, di forma variabile subsferoidale, colore molto vicino a quello del guscio, per lo più ricoperto di fibre.

 

Aree di rinvenimento del Prodotto: Intera provincia di Viterbo

 

Cenni storici e curiosità
Molti sono i riferimenti storici che attestano la tradizionalità della nocciola dei Monti Cimini. Già nel 1949 Giuseppe Nizi, nel “Il Nocciuolo nella zona del Cimino”, narra che presso i Romani il legno di nocciolo era bruciato durante i sacrifici al Dio Giano, sul colle di Carbognano, e utilizzato per torce augurali durante le nozze. Il Martinelli in “Carbognano illustra” mette in risalto che la coltura di nocciolo risale al 1412 circa, Questa nocciola è di notevole interesse per le industrie dolciarie più conosciute nel nostro paese: un documento particolre attesta che tale interesse risale al 1968, allorquando l’azienda Perugina effettuò delle analisi chimico-fisiche sulle nocciole dei Monti Cimini cultivar Romana.

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