In Italia esiste un prosciutto nato in convento: ecco qual è e dove andare per mangiarlo

Francesco Garbo  | 18 Giu 2024

Bassiano è un piccolo comune in provincia di Latina, qui si produce un prosciutto davvero unico. Il profumo leggermente affumicato è il suo marchio di fabbrica. Questo prosciutto rientra nei prodotti agroalimentari tradizionali laziali e si ‘incontra’ lungo la strada del prosciutto del Basso Lazio.

1 Storia del prosciutto di Bassiano


La storia del prosciutto di Bassiano comincia esattamente nel 1964 quando Astro Reggiani, un salumiere modenese in cerca di fortuna, iniziò a produrre prosciutti prendendo accordi con le monache di un convento nei pressi di Bassiano. Decise di stagionare i prosciutti in quella zona dopo essersi reso conto delle particolari condizioni climatiche del luogo.
Da lì poi la produzione cresce con successo fino ad arrivare ai giorni nostri.

2 Caratteristiche del prosciutto di Bassiano


Le caratteristiche del territorio che consentono una perfetta stagionatura dei salumi fanno si che Bassiano abbia una storia legata con questo tipo di prodotti orami da anni. Qui infatti grazie ai venti freddi provenienti dai Monti Lepini che si incontrano con il clima umido dell’agro pontino creano un microclima unico, perfetto per la stagionatura. Il prosciutto di Bassiano è prodotto da anni dalle famiglie nei mesi invernali ma dal 1960 la procedura è stata resa industriale e da li questo salume è stato conosciuto sempre di più anche al di fuori della sua zona di produzione.
Per fare il prosciutto di Bassiano occorre una coscia di maiale di un peso superiore ai 13 kili che viene poi rifilata a mano, pulita e preparata per essere conciata ovvero immersa in una bagnata di vino bianco locale, pepe, aglio. Dopo questo passaggio la sugnatura (questo processo avviene due volte, una al sesto mese di stagionatura l’altra verso il decimo) che avviene a mano, si ricopre la carne con un sottile strato di sugna, sale, peperoncino e farina di riso come protezione alla carne scoperta, infine sottoposta alla salatura manuale.
Dopo sei mesi il prosciutto viene lavato e stagionato, affronta due stagionature diverse prima di essere affumicato leggermente con legno di faggio. Dopo ben 18 mesi il prosciutto è pronto per essere gustato.
All’aspetto visivo il prosciutto risulta di un colore rosso intenso e al sapore salato e deciso.

Francesco Garbo
Francesco Garbo

Sono un cuoco e un giornalista enogastronomico, cucino e parlo di cibo praticamente tutto il giorno. Vino e cibo sono le due vie migliori per conoscere una cultura, in modo gustoso.



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