Composizione:
a. Materia prima: farina di ghiande, polvere d’argilla, lardo e olio.
b. Coadiuvanti tecnologici:
c. Additivi:
Tecnologia di lavorazione: le ghiande vengono pestate nel mortaio, dopo aver bollito a lungo. Ridotte in una poltiglia, questa viene messa su un ripiano di pietra, mescolandoci insieme polvere d’argilla che, ricca di ferro ed altri minerali, neutralizza i tannini presenti nelle ghiande. Si formano delle focacce che, unte con lardo o olio, vengono cotte sotto la cenere o nel forno, ben cosparse di cenere per non farle attaccare.
Area di produzione: nella vallata del Gairo, Baunei, Triei, Urzulei, Talana, Villagrande Strisaili, nell’Ogliastra.
Note: un tempo il pane di ghiande era largamente diffuso e si usava inzuppandolo nei sughi delle carni al pari di quello d’orzo. Dalle donne era preferito a quello di grano e ne facevano tanto da durare mesi e mandarlo anche in dono. La sua scomparsa era annunciata dal folclorista M. Cossu già sulla Rivista delle tradizioni popolari italiane nel 1893. Ma ancora nel 1926 e oltre le donne baunesi lo vendevano a Tortolì ad un prezzo più caro di quello di farina scelta (cfr. Aa.Vv, Pani tradizionali, arte effimera in Sardegna, Sassari, 1994). Oggi si produce nelle grandi circostanze.
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