Pan ‘ispeli

PaesidelGusto  | 10 Gen 2019  | Tempo di lettura: < 1 minuto

Composizione:
a. Materia prima: farina di ghiande, polvere d’argilla, lardo e olio.
b. Coadiuvanti tecnologici:
c. Additivi:

Tecnologia di lavorazione: le ghiande vengono pestate nel mortaio, dopo aver bollito a lungo. Ridotte in una poltiglia, questa viene messa su un ripiano di pietra, mescolandoci insieme polvere d’argilla che, ricca di ferro ed altri minerali, neutralizza i tannini presenti nelle ghiande. Si formano delle focacce che, unte con lardo o olio, vengono cotte sotto la cenere o nel forno, ben cosparse di cenere per non farle attaccare.

Area di produzione: nella vallata del Gairo, Baunei, Triei, Urzulei, Talana, Villagrande Strisaili, nell’Ogliastra.

Note: un tempo il pane di ghiande era largamente diffuso e si usava inzuppandolo nei sughi delle carni al pari di quello d’orzo. Dalle donne era preferito a quello di grano e ne facevano tanto da durare mesi e mandarlo anche in dono. La sua scomparsa era annunciata dal folclorista M. Cossu già sulla Rivista delle tradizioni popolari italiane nel 1893. Ma ancora nel 1926 e oltre le donne baunesi lo vendevano a Tortolì ad un prezzo più caro di quello di farina scelta (cfr. Aa.Vv, Pani tradizionali, arte effimera in Sardegna, Sassari, 1994). Oggi si produce nelle grandi circostanze.

PaesidelGusto
PaesidelGusto


Articoli più letti

©  2024 Valica Spa. P.IVA 13701211008 | Tutti i diritti sono riservati.
Per la pubblicità su questo sito Fytur