Questa non l'avresti mai detta: pane con siero di latte perfetto per la dieta | Paesi del Gusto

Questa non l’avresti mai detta: pane con siero di latte perfetto per la dieta

Francesco Garbo  | 29 Ago 2023  | Tempo di lettura: 2 minuti

Comunemente si associa il pane a un cibo che va eliminato se siamo a dieta e vogliamo perdere peso, arriva però la smentita dai ricercatori che propongono un pane ottenuto con prodotti di scarto della lavorazione casearea. Il vantaggio sarebbe dunque doppio, non solo si riuscirebbe ad utilizzare uno scarto alimentare, ma si produrrebbe un pane persino dietetico. Proteine e molecole benefiche sarebbero il valore aggiunto di questo tipo di pane che fa parte del progetto Provide che punta a sviluppare prodotti innovativi.

“Pane, pizza, biscotti e molti altri prodotti da forno sono tra gli alimenti più comuni e convenienti da consumare in luoghi, tempi e condizioni diverse. E ora, grazie a questo progetto, avranno tra i loro ingredienti nuove fonti proteiche e molecole dalla funzione nutrizionale e nutraceutica per rispondere alla crescente domanda di una dieta diversificata, sana e sicura” racconta Claudia Zoani, ricercatrice Enea della Divisione Biotecnologie e agroindustria e referente del progetto. “Queste molecole possono essere estratte direttamente dai sottoprodotti di altre filiere agroalimentari. In questo modo, saremo in grado di promuovere concretamente la sostenibilità e la circolarità delle produzioni e ridurre gli scarti, garantendo qualità e sicurezza dei nuovi prodotti”.

Ma cos’è questo siero di latte che avanza? Immaginiamo che per 100 chili di latte vaccino si ricavano 10 chili di formaggio, il resto che si aggira attorno al 90% è siero di latte ed è un prodotto di scarto nonostante sia ricco di proteine. Così i ricercatori hanno lavorato per capire come utilizzare questo tipo di ingrediente che troppo spesso viene buttato perché ritenuto uno scarto inutile. Ad aderire a quest’iniziativa l’azienda Valle Fiorita con sede in puglia e specializzata in prodotti da forno. Come spiega Andrea Minisci, R&D Manager  “Abbiamo deciso di aderire al progetto perché crediamo che l’innovazione in ambito food, possa passare anche dal concetto di economia circolare e quindi il riutilizzo dei sottoprodotti dell’agroindustria che possono costituire, se abbinati ovviamente a determinati processi biotecnologici, un prezioso aiuto e soprattutto un ingrediente molto importante per fortificare i nostri prodotti da forno o qualsiasi altro prodotto dell’industria alimentare.”

Francesco Garbo
Francesco Garbo

Sono un cuoco e un giornalista enogastronomico, cucino e parlo di cibo praticamente tutto il giorno. Vino e cibo sono le due vie migliori per conoscere una cultura, in modo gustoso.



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