Parco Nazionale del Gran Sasso itienerari a piedi

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Preparatevi a visitare un luogo in grado di stupirvi, che cambierà in base agli elementi naturali che lo caratterizzano, un luogo ideale per una serie di attività diverse adatte a soddisfare aspettative ed esigenze del viaggiatore interessato a conoscere l’anima delle destinazioni che raggiunge. Il Parco Nazionale del Gran Sasso, che si trova nel cuore dell’Appennino, si estende per tre regioni: l’Abruzzo, il Lazio e le Marche.  Al suo interno svariati ecosistemi convivono e vari paesaggi si alternano, tra borghi, castelli e rilievi unici in Europa. Un viaggio nel viaggio, una sorpresa nella sorpresa. In questo articolo, vi aiuteremo a concentrare le vostre energie e il vostro tempo per percorrere gli itinerari a piedi da non perdere.

Gran Sasso itienerari a piedi: da Campo Imperatore al Vallone d’Angri

Si parte dal rifugio San Francesco per il vostro primo percorso a piedi della durata di circa tre ore mezza. Vi consigliamo il periodo migliore per affrontarlo, ovvero da maggio a ottobre. Intrapreso il sentiero per il Vallone d’Angri, facendo attenzione ai segnavia bianco-rossi, potrete percorrere ed inoltrarvi nel fittissimo e omonimo bosco. Dopo aver superato una parete rocciosa, arriverete nella zona più suggestiva del Vallone. Lasciandovi a destra il sentiero che sale verso il Voltigno, scenderete alle Porte di Fonno, al greto del torrente. Risalite mantenendo la sinistra verso le Case dei Buoi e potrete presto raggiungere, dopo aver camminato per un’altra decina di minuti, il ristorante dove rifocillarvi con la tradizione culinaria di questi luoghi.

Gran Sasso itienerari a piedi: da Campotosto al Monte Cardito

Partenza da Campotosto per il vostro secondo percorso a piedi. Più breve del primo, tenete presente un’ora circa, è perfetto da percorrere nel periodo che va dal mese di aprile a quello di novembre. Una volta davanti alla chiesa parrocchiale e al Municipio, imboccate la strada in salita, lasciandovi alle spalle un laboratorio di tessitura e le costruzioni più recenti. Raggiunto un bivio, dovrete superare a destra il viottolo a mezza costa per Preta. Superate il Colle di Valle Bove e salite per il larghissimo crinale alla vetta del Monte Cardito: potrete finalmente raggiungere il meritato e straordinario belvedere sul Lago di Campotosto. Quando la vostra vista sarà soddisfatta, riprendete la discesa che vi porterà alle rovine di San Jaco. Seguite i segnavia n. 300 e, proseguendo verso destra, entrerete nella valle del Rio Fucino, che potrete attraversare.  Dopo la risalita, ritroverete il percorso dell’andata a Campotosto.

Gran Sasso itienerari a piedi: da Cesacastina alla Valle delle Cento Cascate

Iniziamo la descrizione di questo itinerario con una raccomandazione: per quanto si tratti di una delle zone più spettacolari del parco, è pur vero che la prevalenza di acqua (affluenti e torrenti) rende i sentieri particolarmente scivolosi. Attenzione dunque al rischio elevato dato dalla “scivolosità” delle superfici e, per evitare sorprese, attenetevi scrupolosamente alla percorrenza del sentiero senza allontanarvi. Detto questo, partiamo!

Seguite la strada che attraversa il paese di Cesacastina, partendo dalla chiesa. Al bivio, tenete la destra sul sentiero con segnavia n. 300. Potrete ammirare i ruderi della chiesa di S. Maria Maddalena e incontrare la sorgente Perdiero. Dopo aver scavalcato il Fosso dell’Acero, imboccate la stradina che conduce al Rifugio E.N.E.L. di Fosso dell’Acero. Alle sue spalle, continuando a salire, ammirerete la radura de Le Cannare per poi raggiungere l’ultimo tornante. Dirgetevi a destra, seguendo il sentiero 354 e prendetevi del tempo per godere della meravigliosa cascata posta alla base dei lunghi scivoli del Fosso dell’Acero. Non fatevi prendere dal desiderio di esplorare oltre il sentiero indicato, anzi, costeggiatelo e, per attraversarlo, utilizzate esclusivamente i guadi del percorso segnalato. Continuate a salire, evitando di camminare sopra l’arenaria e incontretere una splendida cascata. Dopo aver superato il guado in prossimità dello Stazzo delle Iaccere, l’anfiteatro delle Cento Fonti si aprirà davanti a voi in tutta la sua bellezza.

Gran Sasso itienerari a piedi: da Corvara al Colle Rotondo

Siamo in uno degli itinerari più panoramici, con partenza da Corvara: tempo di percorrenza poco più di un’ora circa. Al contrario degli altri tre sentieri, quest’ultimo sposta il periodo migliore in cui affrontarlo nei mesi da gennaio a dicembre. Siamo a un’altitudine limitata, circa 600 metri: seguite la stradina che percorre il centro, superate la piccola area da pic nic e proseguite verso la Chiesa. Continuate a salire,  raggiungete il piazzale e proseguite per il sentiero che, nel suo insieme, resterà sempre ben visibile. Dopo la piccola grotta, riprendete a salire tenendo la destra fino a raggiungere l’antica mulattiera tra pascoli e ruscelli. Proseguite lungo il crinale che sale dal Monte La Queglia verso il Monte Picca e troverete il belvedere di Colle Rotondo. La discesa richiede un’ora.

Gran Sasso itienerari a piedi: da Carapelle Calvisio al Santuario di San Pancrazio

Perfetto da marzo a novembre, questo sentiero è prettamente turistico rispetto agli altri quattro prevalentemente di interesse escursionistico. Sempre della durata di circa un’ora, si parte dalla piazza di Carapelle Calvisio e si attraversa il borgo medievale fino alla sua uscita. Vedrete i cartelli di un itinerario pedonale per San Pio delle Camere da cui si raggiunge il cimitero di Carapelle fino alla cappella dalla quale appare il Santuario di San Pancrazio, tra ginepri e querce. Godrete di un bellissimo panorama, tra ruderi medievali e splendide visuali. Al termine, potrete ridiscendere verso la parte bassa del paese, tornando esattamente all’ingresso, dove ritroverete la piazza principale di Carapelle.