Perché si fanno scherzi il primo aprile e perché si dice pesce d'aprile? | Paesi del Gusto

Perché si fanno scherzi il primo aprile e perché si dice pesce d’aprile?

Francesco Garbo  | 01 Apr 2023  | Tempo di lettura: 3 minuti

Il primo aprile è un giorno che molti bambini attendono per essere giustificati a fare scherzi. Ma perché il primo aprile si fanno scherzi e soprattutto perché si dice pesce d’aprile? Le risposte a queste due domande sono molteplici ma cerchiamo di fare ordine tra miti e storia reale. In Italia l’usanza di festeggiare il primo aprile risale alla fine dell’800. La prima città ad aderire a questa festività fu Genova dove si diffuse molto rapidamente. La storia più accreditata sembrerebbe legata al mondo della pesca. In primavera i fondali sono carenti di pesce e spesso i pescatori tornavano in porto a mani vuote e per questo venivano derisi. Altri sostengono che la storia del primo aprile sia meno recente, siamo intorno al 1350 e, in occasione di un banchetto, Bertrando di San Genesio, patriarca di Aquileia, aveva invitato a pranzo il pontefice. Il giorno del banchetto era il primo aprile che in quell’anno cadeva di venerdì, giorno di quaresima nel quale era proibito mangiare carne. Il pontefice mangiando il pesce previsto nel menu quel giorno si strozzò con una spina. Grazie a un miracolo di Betrando il pontefice riuscì a salvarsi e decise di emanare un decreto che vietava di mangiare pesce durante il primo giorno di aprile.

Altre fonti fanno risalire le origini della tradizione degli scherzi al periodo romano. Marco Antonio, console romano e Cleopatra, regina d’Egitto erano impegnati in una gara di pesca, per non essere sconfitto però Marco Aurelio incaricò uno schiavo di attaccare al suo amo dei pesci. Cleopatra però, scoprendo l’inganno, ordino di attaccare all’amo un pesce finto rivestito di pelle di coccodrillo, prendendosi gioco cosi di Marco Antonio. Ultima ma non per importanza l’ipotesi legata alla Francia del XVI secolo. Prima dell’adozione del calendario Gregoriano, quello in uso ancora oggi, il capodanno si festeggiava tra il 25 marzo e il 1 aprile.

Quando nel 1582 fu attuato il nuovo calendario da Gregorio XIII molti francesi non vennero a conoscenza di questo cambiamento e quindi continuarono a festeggiare il capodanno nella data a loro nota. Così coloro che erano più informati iniziarono a deridere i cittadini a loro parere più ignoranti regalandogli per l’occasione pacchi vuoti. La tradizione del pesce d’aprile non è celebrata solo in Italia ma in tanto altri stati del mondo come ad esempio l’Australia, la Finlandia, la Francia, la Germania, il Belgio e il Regno Unito ma anche in Portogallo, Stati Uniti e Brasile. Ognuno però festeggia in modo diverso. Ad esempio gli scozzesi festeggiano per due giorni, nel secondo giorno le persone si inseguono con lo scopo di attaccarsi sulle spalle un cartello con su scritto “prendimi a calci“, simile al nostro pesce attaccato sulla schiena insomma. In Portogallo si gioca con la farina, i pacchi di farina vengono infatti svuotato sulle povere vittime. Differisce però dal resto del mondo perchè la data non è il primo giorno di aprile ma la domenica e il lunedì di Quaresima. In Messico invece la giornata in cui ci si dedica agli scherzi è anticipata e non di poco, il 28 dicembre. In India si festeggia la festa Holi ma il 31 marzo, in occasione di questa giornata ci si lancia addosso polveri colorate. Insomma a ogni paese il suo scherzo.

Francesco Garbo
Francesco Garbo

Sono un cuoco e un giornalista enogastronomico, cucino e parlo di cibo praticamente tutto il giorno. Vino e cibo sono le due vie migliori per conoscere una cultura, in modo gustoso.



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