Pizza a fiamma

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La “Pizza a Fiamma”, di pezzatura non inferiore a 0,3 kg, si presenta nella tradizionale forma ovale e con spessore della crosta di almeno 1 mm. La mollica è praticamente inesistente e comunque non superiore a 3mm. Il profumo è intenso e il gusto è leggermente acidulo riconducibile all’impiego nella fase di preparazione del lievito madre.

 

Aree di rinvenimento del Prodotto: Vejano (VT)

 

Cenni storici e curiosità
La Pizza a Fiamma, si faceva, e si fa ancora, esclusivamente nella comunità di Vejano: da qui la sua tipicità, perché, come recita un modo di dire: “Nun s’é fatta ‘na cotta de pane, se prima nun c’è stata ‘na pizza a fiamma”. Dalle testimonianze di alcune anziane di Vejano, è stata riscoperta la ricetta, la modalità di cottura, ma, soprattutto, sono state comprese le ragioni della sua creazione che si sposano perfettamente con la filosofia popolare del “fare di necessità virtù”. Le testimonianze di un’epoca: “La Signora Santa Ravoni che, all’età di 91 anni, ancora fa il pane e la pizza a fiamma, nel forno a legna di casa; ci ha raccontato che ad insegnarle quest’arte è stata la nonna. Abbiamo così la prova vivente che la pizza a fiamma a Vejano si faceva già nell’ Ottocento. La sig.ra Santa, che il mestiere di fornaio lo ha svolto fino agli anni 70′, ci ha detto che l’ingrediente importante per la buona riuscita dell’impasto era il lievito madre, un prodotto non reperibile in commercio bensì tramandato di madre in figlia tanto da essere custodito come un bene prezioso. Per sfruttare il calore iniziale prodotto dalle fiamme, un fornaio, presumibilmente nel 1800, ha pensato bene di provare a cuocere una pizza vicino alla fiamma; ha notato che durante la cottura l’impasto aumentava di volume e assumeva un colore biondo oro per poi presentarsi, una volta estratta, soffice, vuota al suo interno, priva di mollica e dal sapore ottimo. A questa pizza venne dato il nome di “Pizza a Fiamma”.Al riguardo la Sig.ra Santa ci ha detto che prima di metterle nel forno, su ogni pagnotta veniva fatto il segno della croce e pronunciata la frase “S. Martino a cresce”, in segno di augurio per la buona riuscita del pane.