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Alchermes

Alchermes
Alchermes, prodotto tipico toscano

L’alchermes è un prodotto tipico toscano, risalente al Medioevo e oggi prodotto, a differenza del passato, con alcuni ingredienti naturali e altri di origine chimico-industriale.

Alchermes: cos’è e come si produce

Il liquore alchermes, tipo elisir, di colore rosso brillante, di sapore speziato-aromatico, ph 5.1 e 35 gradi alcolici. Si dice che sia un liquore “corroborante” che ravviva gli spiriti e irrobustisce l’organismo.

Si utilizza in pasticceria come colorante ed aromatizzante (serve per inzuppare le pesche di Prato, la zuppa inglese e il gateau o rotolo ripieno al cioccolato) e si usa nella preparazione della mortadella di Prato.

Territorio interessato alla produzione dell’alchermes

Il territorio storicamente interessato dalla produzione dell’alchermes è quello della sola città di Firenze.

Alchermes e gli altri liquori per dolci

Il più antico prezzario di questo liquore, prodotto nell’Officina profumo-farmaceutica di Santa Maria Novella, risale al 1859 anche se la ricetta originale dell’alchermes è quella dettata da fra’ Cosimo Bucelli, direttore dell’Officina di Santa Maria Novella già nel 1743, trovata nel ricettario della Fonderia dell’Officina stessa.

Ma la storia dell’alchermes è molto più antica: secondo fonti storiche, si narra che questo liquore, considerato una specialità medicinale, fosse già prodotto, come elisir di lunga vita dalle Suore dell’Ordine di Santa Maria dei Servi di Firenze, fondato nel 1233. Agli inizi del Cinquecento si hanno notizie della preparazione anche dai frati di Santa Maria Novella e dai Certosini (alchermes di Firenze o rosolio).

È diventato famoso grazie a Caterina de’ Medici che lo fece conoscere in Francia. Il suo nome originale deriva dall’arabo al-qirmiz, che vuol dire cocciniglia: è un richiamo al colore del liquore, vicino al cremisi.

Ricetta e uso in cucina

L’alchermes è ancora oggi molto utilizzato in cucina, soprattutto nella realizzazione di alcuni dolci tipici della tradizione. Nel Lazio, ad esempio, è impiegato diffusamente nelle varianti locali della pizza di Pasqua.