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Bovino piemontese

Bovino piemontese
Bovino piemontese, razza tipica di bovino del Piemonte

Il bovino piemontese è un prodotto tipico del Piemonte. Ai fini del mercato, è altrimenti più propriamente conosciuto come Razza bovina Piemontese

Si tratta di una razza tradizionale e caratteristica del Piemonte in particolare diffusa nel cuneese, nel torinese e nell’astigiano. È una razza specializzata per la produzione di carne facilmente riconoscibile per il mantello bianco, in grado di offrire ottime rese di macellazione e carne di ottima qualità.

A rendere questa qualità di carne particolarmente interessante per il mercato è la marcata muscolatura della coscia (ipertrofia a “doppia coscia” o “fassone”). Il peso medio degli esemplari alla macellazione oscilla tra i 550 e i 650 chilogrammi.

Specificità del bovino piemontese

La presenza di bovidi in territorio piemontese si fa risalire all’epoca preistorica, probabilmente in seguito ai flussi migratori animali provenienti dal Subcontinente indiano.

Il bovino piemontese viene distinto, a partire dal XIX secolo, in:

  • Bovino ordinario collinare, ad uso lavorativo e di produzione lattiero-casearia, con presenza prevalente tra Langhe, Canavese e Moncalieri
  • Bovino scelta di pianura, per la produzione lattiero-casearia e per la macellazione
  • Groppa di cavallo, per la macellazione, caratterizzato da una maggiore muscolatura della carne

Territorio interessato alla produzione: Regione Piemonte, in particolare le province di Cuneo, Torino e Asti e le ulteriori zone afferenti

Cenni storici e curiosità

La razza di bovino piemontese esiste da tempo immemorabile in Piemonte. La documentazione storica attestante: le regole di selezione degli animali, le caratteristiche qualitative del prodotto, nonchè i metodi di produzione sono conservati presso l’Associazione Nazionale di razza (ANABORAPI) ed il Consorzio di tutela della razza (COALVI) presenti da più di trent’anni in Piemonte.

Basta controllare i numerosi documenti dei Comuni del cuneese dove si tenevano i mercati in cui venivano venduti i bovini vivi da macello per verificare l’utilizzo del termine vitelloni piemontesi della coscia nonché il maggior valore riconosciuto.