Composizione:
a. Materia prima: farina di grano tenero, farina di segale, acqua, uova, zucchero e burro,lievito acido, lievito di birra, sale.
b. Coadiuvanti tecnologici:
c. Additivi:
Tecnologia di lavorazione: la farina bianca, nella misura del 2%, viene unita ai panetti di segale precedentemente impastati e lievitati; si aggiungono gli altri ingredienti lavorando il tutto fino ad ottenere un elaborato omogeneo. Si formano delle ciambelle con buco centrale e si lasciano lievitare per qualche ora. Si cuoce in forno caldo.
Area di produzione: Teglio e tutta la Valchiavenna, provincia di Sondrio.
Note: il nome deriva dalla passata usanza di portare a vendere queste ciambelle dolci infilate nelle braccia. L’uso del lievito di birra è un’esigenza tecnologica imposta – così si esprimono i produttori – dalla scarsa qualità dei grani che non ricevono più le attenzioni colturali di un tempo. Il termine “brazzadela” è comunque largamente usato per prodotti similari anche in altre regioni d’Italia come l’Emilia Romagna. Quanto all’usanza di infilare il manufatto nel braccio essa è comune anche al Buccellato calabro tipico della festa del Corpus Domini.
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