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Castagna rossa del Cicolano

La coltivazione della castagna rossa del Cicolano si sviluppa lungo la Valle del Salto e del Turano, nella parte sud-orietale della provincia di Rieti. Si ottiene da fustaie di castagno da frutto appartenente alla specie Castanea Sativa Mill. varietà conosciuta come “Rossa del Cicolano”.

 

Aree di rinvenimento del Prodotto: Cittareale (RI), Collalto Sabino (RI), Collegiove (RI), Concerviano (RI), Fiamignano (RI), Longone Sabino (RI), Marcetelli (RI), Nespolo (RI), Orvinio (RI), Paganico (RI), Pescorocchiano (RI), Petrella Salto (RI), Posta (RI), Pozzaglia Sabina (RI), Rocca Sinibalda (RI), Turania (RI), Vacone (RI), Accumoli (RI), Amatrice (RI), Ascrea (RI), Borbona (RI), Borgorose (RI), Cantalice (RI)

 

Cenni storici e curiosità
La castagna rossa del Cicolano è una varietà di gran pregio a cui, nel passato, é stata fortemente legata l’economia dell’area. All’età del bronzo risalgono i resti carbonizzati di castagne ritrovati in località Val di Vani, nel comune di Pescorocchiano. Nel Medioevo la coltura esplode con grande rapidità. Dall’VIII secolo diviene una componente principale, se non l’unica, della dieta delle popolazioni montane, integrando o sostituendo i cereali invernali e primaverili caratterizzati da basse rese. In parallelo anche il castagno da legno viene utilizzato come elemento fondamentale delle strutture degli edifici: dal Cicolano si importano pali di castagno, legnami lavorati a mano, vasi vinari e, oggi, il comune di Marcetelli conserva tale tradizione. Anticamente le castagne si “scuravano” lasciandole in acqua, nelle bigonce, per 8 giorni, asciutte, poi, si portavano nelle cantine e si rivoltavano 2 volte al giorno con una pala di legno.