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Cioccolato di Modica

Cioccolato di Modica
Cioccolato di Modica, specialità della cucina siciliana

Il cioccolato di Modica (ciucculatta muricana, in dialetto locale) è un particolare cioccolato che viene prodotto nell’omonima città siciliana, secondo una lavorazione particolare.

Storia del cioccolato di Modica

Il cioccolato venne introdotto in Europa subito dopo le spedizioni colombiane del 1492 – 1504. Fu, insieme alle patate, al mais e ai pomodori, uno dei prodotti che ottenne una più rapida e concreta diffusione nel Mediterraneo.

Nel XVI secolo la Contea di Modica, entità territoriale sotto forma di feudo monarchico, era governata da fidati luogotenenti della Spagna borbonica. La sua importanza territoriale era tale che, tra le novità introdotte, vi fu proprio il cioccolato.

La lavorazione, importata dalla cultura azteca e particolarmente diffusa anche nella città iberica di Alicante, era originariamente riservata alle famiglie più nobili. Il cioccolato modicano diveniva così il complemento adatto sulle tavole delle feste e degli eventi più importanti. Testimonianze in questo senso vengono anche da Leonardo Sciascia, che richiama proprio il simile trattamento di Alicante. Qui, a differenza di Modica, le uniche aggiunte ammesse erano quelle di vaniglia e cannella.

Lavorazione

A differenza delle varietà “comuni” del cioccolato, quello modicano viene lavorato a freddo, ovvero non viene sottoposto al concaggio. La caracca, ovvero la miscela dei semi di cacao (di provenienza africana) viene scaldata fino a 40 °C.

La temperatura, molto bassa, fa sì che all’aggiunta dello zucchero si crei una consistenza granulosa, poiché questo non si scioglie nel burro di cacao, ma si mantenga stabile.

Il cioccolato era originariamente mosso e lasciato raffreddare nella valata ra ciucculatta, ovvero una spianatoia in pietra lavica dalla particolare forma a mezzaluna. Con l’aiuto di vari matterelli, anch’essi in pietra, la massa era poi lavorata per tre volte (passate), fino al risultato finale.

La produzione, come detto, non prevedeva e non lo fa ancora oggi aggiunte di grassi ulteriori, prodotti di sintesi o derivati del latte. È ammessa l’aromatizzazione che avviene, generalmente, con cannella o vaniglia, peperoncino, zenzero o pistacchi.

Promozione e diffusione

Questa eccellenza del territorio è promossa, dal 2003, dal Consorzio di tutela del cioccolato di Modica. Benché sia un prodotto di rilevanza storica, non ha ancora ottenuto l’IGP, ma solo la qualifica di PAT (Prodotto agroalimentare tradizionale).

Dal 2013 si tiene la ChocoModica, manifestazione che promuove la cultura e la conoscenza di questa bontà dolciaria.