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Crema gianduja

Gli ingredienti sono in genere cacao, zucchero, nocciole, oli vegetali e vaniglia. La presenza di latte in polvere è molto comune, così come quella di burro di cacao. Le creme gianduja si consumano
prevalentemente spalmate sul pane e all’interno delle crêpe, ma si impiegano anche per farcire torte e produrre gelati.

 

Territorio interessato alla produzione: La zona di produzione in origine era legata alle aree di produzione delle nocciole; la popolarità di queste creme ha reso la coltivazione piemontese non sufficiente a soddisfare i bisogni dell’industria.

 

Cenni storici e curiosità
Il vero inventore del cioccolato “gianduja” fu Michele Prochet, cioccolatiere a Torino, che già nel 1852 lo produceva. Nel 1865 sono stati prodotti e messi in commercio i primi giandujotti, i cioccolatini di cioccolato e nocciola.
La storia delle creme gianduja comincia, su queste basi, quando a Novi Ligure, importante polo dolciario piemontese, negli anni ’40 si produceva una pasta di cioccolato confezionata in vasetti di vetro e in barattoli di alluminio. Nel frattempo, ad Alba, Pietro Ferrero produceva e diffondeva grandi quantità di “Giandujot”, una pasta di cioccolato e nocciole da tagliare con il coltello.
Alla fine della guerra i consumatori erano alla ricerca di prodotti simbolo di soddisfazione e di benessere.
In breve la “pasta frutta al cioccolato” della Novi diventa il principale prodotto della fabbrica, che non riesce a soddisfare tutte le richieste dei clienti per la mancanza di barattoli, nonostante allora fossero vuoti “a rendere”. Ferrero mette a punto il “cremino”, che è una confezione monodose di “pasta gianduja” di 21 grammi, intuendo le enormi potenzialità del mercato delle creme gianduja, soprattutto perché si tratta di un prodotto che piace sia ai bambini che agli adulti. È nel 1951 che arriva sul mercato la “supercrema” da spalmare sul pane da parte della Ferrero.