Gigli di Palestrina
Gigli di Palestrina, prodotto tipico laziale

gigli di Palestrina sono un prodotto tipico del Lazio, preparato nell’omonimo comune alle porte di Roma. Palestrina, la città del Tempio della Fortuna Primigenia, è una interessante meta turistica lungo i Monti Prenestini.

Varianti simili di questo dolce, detto anche “Giglietto”, si possono ritrovare anche a Sermoneta e Priverno, due comuni del Basso Lazio in corrispondenza del Circeo.

Giglio di Sermoneta e Priverno

Il giglio di Priverno è un biscotto secco avente una forma variabile a seconda del territorio di produzione.

I giglietti di Sermoneta hanno forma rotondeggiante e colore bianco pallido, i giglietti di Priverno hanno forma a giglio e colore dorato. Il giglietto viene preparato con farina, uovo, zucchero, buccia di limone grattugiata.

Gigli di Palestrina

I gigli di Palestrina sono dei biscotti secchi e fragranti, ottenuto dall’impiego di semplici ingredienti come uova, farina e zucchero. Il giglietto, di colore dorato chiaro tendente al bianco, presenta la caratteristica forma a giglio, ricavata a mano con tre ramificazioni, lunghezza di circa 10 cm, gusto leggero. Si conserva per circa 2 settimane.

Aree di rinvenimento del Prodotto: Palestrina (RM)

Cenni storici e curiosità

gigli di Palestrina devono il nome alla caratteristica forma a giglio, simbolo araldico della dinastia dei Borbone di Francia. Ed è proprio alla gastronomia parigina del ‘600 che lega le sue origini.

Urbano VIII, al secolo Maffeo Barberini, nel 1630 compra da Francesco Colonna, per 775.000 scudi, il feudo di Palestrina per poi donarlo al fratello Carlo. Alla sua morte, nel 1644, i principi Barberini devono riparare alla corte di Luigi XIV in quanto accusati di aver male amministrato il denaro della Camera Apostolica.

I principi si recano a Parigi portando con loro cuochi e pasticceri che familiarizzano con i colleghi francesi che si dimostrano molto abili nella preparazione di questo biscotto a giglio, immagine simbolo dei Borbone.

Tornati a Palestrina, i pasticceri del principe provano a comporre con gli stessi ingredienti, le api, simbolo dei Barberini, ma l’esperimento non sortisce lo stesso effetto e seguitano a fare il giglio.

La città di Palestrina dedica dal 1998 a questo biscotto una sagra, che richiama ogni anno numerosi visitatori.

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