Liquore di genziana

Liquore di genziana
Liquore di genziana, prodotto tipico italiano

Il liquore di genziana è un prodotto tipico diffuso in varie regioni d’Italia. In modo particolare, troviamo evidenze della genziana nella cultura alcolica piemontese, abruzzese e laziale.

Genziana. Curiosità e informazioni

La pianta di Genziana lutea L. trova il suo areale esclusivamente in Europa; in Italia vegeta solo in determinate aree delle Alpi e degli Appennini centrali ad un’altitudine che varia fra i 1.000 e 2.500 metri circa.

La preparazione del liquore avviene mediante infusione eno-alcolica, utilizzando le radici di genziana, alcool etilico, zucchero ed acqua. Possono essere utilizzati, a seconda delle ricette, anche altri aromi naturali come chiodi di garofano, cannella, ginepro etc.

La gradazione alcolica risultante del liquore è, in media, di 16 % vol. Il liquore di Genziana ha un colore ambrato ed è caratterizzato inizialmente da un gusto dolce, poi connotato da un’intensa nota amara.

Essendo una pianta protetta dalla L.R. 45/1979 (tab. 1 all. A) può essere raccolta, come cita l’art. 11 della legge stessa, previa autorizzazione da parte degli Ispettorati Dipartimentali delle Foreste solo “per scopi scientifici, didattici, medicamentosi e erboristici, mediante rilascio di licenze temporanee, di durata non superiore ad un anno, rinnovabile, contenete l’indicazione della località ove consentita la raccolta o l’estirpazione della specie, della finalità della raccolta e della quantità consentita e delle modalità per provvedervo…”

La radice contiene principi amari: genziopicroside (3,5 – 15 %) e amarogentina (0.01 – 0.5%); è inoltre ricca di zuccheri (genzianosio, genziobiosio, e saccarosio) fino al 50 – 60 % sul secco

Aree di rinvenimento del prodotto

Il liquore di Genziana può essere reperito in particolare nelle zone di Contigliano (Lazio), Valle di Susa (Piemonte) e nelle aree montane della Regione Abruzzo.

Cenni storici e curiosità sul liquore di Genziana

Dai tempi più remoti le piante con gusto amaro, come la genziana, sono state utilizzate per le loro proprietà digestive. La genziana è già menzionata da Discoride, a sorgere dell’era cristiana, e da Andromaco, di cui la triaca avrebbe dovuto rendere invincibile l’imperatore Nerone.

Ciò che è certo, è che il nome della pianta proviene da re Genzio, ultimo re dell’Illiria, catturato dai Romani poco prima della nostra era.

Dalle testimonianze orali raccolte si apprende che nelle aree montane del Reatino, in cui la genziana cresce spontaneamente, la preparazione del liquore avveniva principalmente in ambito domestico e veniva utilizzato come digestivo o come rimedio contro alcuni disturbi.

La tradizionalità del prodotto è documentata in Piemonte, oltre che da un articolo del 1970 sulla Rivista dell’Istituto Botanico dell’Università di Torino che analizza i diversi utilizzi della pianta di Genziana in Valle di Susa, anche dalla consuetudine di molte famiglie valsusine di preparare questo liquore.

L’amaro di genziana trova inoltre la sua origine dalla consuetudine dei tempi passati dove in quasi tutte le case dell’Appennino Abruzzese era costume produrre piccole quantità di vino aromatizzato con radici di genziana come ottimo digestivo. Successivamente il vino è stato sostituito con una soluzione idro-alcoolica in modo da accentuare l’estrazione di principi dalla radice aumentandone la fragranza del prodotto finale.

Diverse sono le ricette della tradizione erboristica – liquoristica abruzzese tramandate nei secoli che trova nell’infuso di radici di Genziana l’elemento base per ottenere prodotti di ottima qualità, genuini ed altamente digestivi.

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