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Marrone di Monfenera IGP

Territorio interessato alla produzione: Area del monte Monfenera. Comune di Pederobba (TV)

La storia: Il Monfenera è il monte su cui è sorta e si è sviluppata la castanicoltura della pedemontana, cuore della zona dei marroni di Pederobba. Una terra generosa particolarmente adatta alla coltivazione del castagno grazie alle condizioni climatiche temperate, all’esposizione solatia e arieggiata, alla composizione chimico-fisica del terreno, fattori indispensabili per ottenere marroni di elevata qualità e particolarmente diversi da altri tipi di castagne che si trovano comunemente nel mercato. La fascia dei castagneti si estendende da un’altitudine che va da ca. 200 m. a ca. 600 m. La zona può essere divisa in due: una bassa denominata “ rive” che va da un’altitudine di 250 a 400 m, ed una più alta denominata “ bosco grande” che arriva fino ai 550 m. La coltivazione del castagno è localizzata nella fascia sud. Da più lustri la Mostra Mercato che si tiene ad Ottobre a Pederobba concorre a promuovere i marroni del Monfenera e sta assumendo un ruolo sempre più importante nel rilanciare lo sviluppo della castanicoltura nelle amene colline della Pedemontana del Grappa. Interessanti informazioni si possono ritrovare nel sito web www.marronidelmonfenera.it.

Descrizione del prodotto: Il marrone è un frutto di forma ovoidale a buccia striata di colore variabile dal marrone chiaro al bruno scuro. Sulla base del frutto c’e’ un’area chiara detta “ilo”. All’apice la castagna si restringe e i residui del perianzio e degli stili formano la cosiddetta “torcia”. Il frutto si trova protetto da un riccio ricoperto di aculei all’interno del quale si possono trovare 2 o 3 marroni. La parte commestibile del frutto è soda, biancastra all’interno e giallastra all’esterno, avvolta da una sottile pellicola (episperma), ha una pasta farinosa, zuccherina, saporita, consistente, resistente alla cottura, croccante e di sapore dolce. La pezzatura è grossa e di norma varia dai 48 ai 65 frutti per kg.

Processo di produzione: Questa particolare pianta da frutto non richiede nessun trattamento chimico o antiparassitario, per cui il “marrone” resta ancora oggi uno dei pochi frutti assolutamente genuini. Raccolto ancora oggi secondo i vecchi metodi tradizionali, bacchiato con lunghe pertiche di canna, messo a mucchi (rissare) a macerare per venti giorni nel riccio, viene successivamente scelto e confezionato opportunamente. La pulizia del prodotto avviene tramite spazzolatrice e successivamente si provvede al confezionamento in sacchetti retinati della capienza di 5 kg, dopo la selezione e l’eliminazione dei frutti di piccole dimensioni tramite il processo di calibratura. I marroni possono essere conservati in luoghi freschi ed asciutti o in normali celle frigorifere.

Reperibilità: Il periodo di maturazione del prodotto va da metà settembre per le specie più precoci a metà novembre per quelle più tardive. Durante quel periodo e comunque fino a dicembre inoltrato sono reperibili presso qualsiasi mercato della marca trevigiana.

Usi: I marroni sono generalmente consumati arrostiti ma sono ottimi anche lessati e trovano largo impiego in pasticceria. Inoltre è da segnalare la particolare ricetta dei “Mondoi”, cioè i marroni in brodo che un tempo sostituivano la tradizionale minestra.