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Miele friulano di acacia

Ha odore molto delicato con un profumo che ricorda la pera cotta. Il sapore è molto dolce con una connotazione di frutta cotta.

 

Territorio interessato alla produzione: Tutto il territorio del Friuli Venzia Giulia

 

Descrizione delle metodiche di lavorazione e di conservazione del prodotto

Le famiglie di api vengono allevate in arnie razionali di legno. In vista della raccolta del miele di acacia gli apicoltori mettono in atto una serie di tecniche (es. nutrizione stimolante, controllo della sciamatura) per mantenere famiglie numerose.
La fioritura dell’acacia, che in ogni area si svolge per 10-15 giorni, inizia nella prima decade di maggio nella Bassa pianura friulana, e poi procede via via verso settentrione: si conclude comunque entro la prima decade di giugno nelle località a maggiore altitudine.

 

Cenni storici e curiosità

Solo sul Carso triestino il miele di acacia può presentare anche le caratteristiche organolettiche derivate dal nettare del ciliegio canino o ciliegio di S. Lucia (Prunus mahaleb), pianta arbustiva che in queste zone fiorisce prima dell’acacia; in zone limitate di pianura, invece, può in parte mescolarsi con il nettare di amorfa (Amorpha fruticosa), pianta arbustiva che fiorisce subito dopo l’acacia. Il miele di acacia viene utilizzato tradizionalmente nella preparazione di molti dolci locali tipici (es. gubana di Cividale); un uso tradizionale è anche quello di somministrarlo, alle persone affette da malattie da raffreddamento, nel latte caldo assieme a un po’ di grappa.
Dal censimento del 1981-82 era risultato che la produzione di miele di acacia della provincia di Udine rappresentavano circa il 67% del totale della produzione dichiarata di miele (Frilli et al., 1984).
Da una ricerca relativa al 1998 risulta che nella sola provincia di Udine il miele di acacia rappresenta circa il 30% della PLV relativa al miele.