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Pecorino del pastore

Si utilizza latte intero di ovino crudo o pastorizzato con l’eventuale aggiunta di fermenti lattici selezionati alla temperatura di circa 35 C si aggiunge caglio liquido o in polvere, la cagliata viene rotta fino a dimensioni che possono andare dal ecc.chicco di riso sino alla nocciola (a seconda del tipo di lavorazione). La cagliata viene poi posta nelle apposite forme si procede quindi alla salatura a secco o in salamoia cui segue la stagionatura in ambienti appositi per un periodo non inferiore ai quindici giorni e che può arrivare ad una durata di vari mesi per il tipo stagionato.

 

Territorio interessato alla produzione: Fascia collinare e montana delle province di Forli-Cesena, Ravenna, Rimini e Bologna

 

Cenni storici e curiosità
Ricerche storiche in atto nell’ambito dei progetti relativi alla definizione del disciplinare e del marchio evidenziando che fin dal XVI secolo nelle colline romagnole fosse diffusa la produzione di formaggi ovini di cui molte caratteristiche sono ecc.riconducibili ai formaggi odierni. L’allevamento e la produzione di formaggio nelle colline romagnole è calata fino agli anni 50 quando ha avuto nuovo vigore dall’insediamento di allevatori di origine sarda.