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Pere tradizionali cuneesi adatte alla cottura

CARATTERISTICHE DELLE VARIETA’ LOCALI DA SALVAGUARDARE, METODICHE DI COLTIVAZIONE E/O VOCAZIONALITA’ TERRITORIALE CONSOLIDATE NEL TEMPO: Le pere Martin Secco, Martinone, Martin Dobi (Martin Doppio) e Supertino sono ottime varietà, considerate, a livello nazionale ed europeo, le migliori alla cottura. Di seguito, vengono riportate le principali caratteristiche di ogni singola varietà.
· MARTIN SECCO: La cultivar è nota anche con i seguenti sinonimi: Martin sec d’hiver, Cannellino, Cavicchione, Garofala, Garofolino, De Saint Martin, Roggia, Rousselet d’hiver.
· MARTINONE: La cultivar è nota anche con i sinonimi di Marconetto, Bagnola, Cannellina Tonda.
· MARTIN DOBI (MARTIN DOPPIO): La pianta evidenzia un vigore identico al Martin Sec con i rami meno sottili e le foglie più ampie. L’affinità di innesto con il cotogno è scarsa e la pianta risulta leggermente sensibile alla ticchiolatura. La pianta e partenocarpica ma non aumenta la produzione se impollinata con Madernassa.
· SUPERTINO: L’albero è di medio vigore ad elevata produttività. La varietà è autosterile e deve essere impollinata con Madernassa o Passacrassana. La pianta manifesta una discreta resistenza alla ticchiolatura.
Il frutto è di media pezzatura, di forma oblunga: misura mediamente 90 mm di altezza e 65 mm di larghezza. Il calice è largo inserito in una cavità mediamente profonda. La buccia è di colore giallo–verdastro, rugginosa. Il peduncolo corto inserito obliquamente sul frutto. La polpa è biancastra, abbastanza fine, leggermente granulosa, mediamente consistente , di buon sapore, leggermente aromatica.
Il Comune di Barge (CN) ha segnalato altre due varietà di pere da cuocere: Marconet e Martin Sala. La produzione di tali pere è, peraltro, estremamente limitata.

ZONA DI PRODUZIONE: MARTIN SEC. Il Martin sec è ancora diffuso in tutto il Piemonte nelle zone pedemontane e nelle vallate dell’area alpina. La maggior diffusione della varietà risulta essere in provincia di Cuneo dove il Martin Sec è presente e coltivato nell’Alta Langa, nelle 16 vallate alpine fino ad una altitudine di 1.000 metri e nelle zone pedemontane del Monregalese, Cuneese e Saluzzese.

MATERIALI ED ATTREZZATURE SPECIFICHE UTILIZZATE PER LA CONSERVAZIONE E/O L’IMBALLAGGIO DEL PRODOTTO ORTOFRUTTICOLO INDICATO NELLA PRESENTE SCHEDA:

DESCRIZIONE DEI LOCALI DI CONFEZIONAMENTO E/O DI CONSERVAZIONE: La conservazione dei prodotti in oggetto si attua in locali idonei, rispondenti alle vigenti normative in materia di igiene.

DOCUMENTAZIONE ATTESTANTE LA VOCAZIONALITA’ TERRITORIALE CONSOLIDATA NEL TEMPO PER UN PERIODO NON INFERIORE AI VENTICINQUE ANNI DEL PRODOTTO ORTOFRUTTICOLO INDICATO NELLA PRESENTE SCHEDA: MARTIN SEC. L’origine è molto incerta e antica. Secondo Leroy, parrebbe provenire dallo Champagne, secondo Gallesio, invece, dalle Alpi Piemontesi, precisamente dalle Alpi Cozie ed Alpi marittime e, sicuramente, nel territorio delle provincia di Cuneo. In Francia, la varietà risultava coltivata nel XVI secolo essendo stata già menzionata da C. Estienne, nel 1530.

FONTE: B.U.R. Piemonte, Supplemento al numero 23 – 6 giugno 2002