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Pesce gatto in umido, Pèesc gat

Area di produzione
Nell’elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della Regione Emilia-Romagna è indicata la produzione soprattutto nella bassa Pianura reggiana. In realtà si trova in tutta l’area nei pressi del fiume Po, in cui viene intensamente pescato.

Ricette
Iori Galluzzi M.A.–Iori N., Breve manuale del mangiar reggiano, Reggio Emilia, N. Iori, 1985, pag. 113
Pesce gatto in umido:
Per 6 persone occorrono 6 pesci gatto di media grossezza che avrete ben puliti, eviscerati, a cui avrete però lasciato le teste. Preparate un battuto con cipolla, prezzemolo e aglio, rosolateli bene con olio di oliva e aggiungete i pesci gatto precedentemente infarinati. Bagnate con un bicchiere di vino bianco ben secco, fatelo evaporare e portate a cottura con conserva di pomodoro fresco, nella misura di circa un cucchiaio per ogni pesce. Aggiustate di sale e pepe. Cuocete per circa un’ora a fuoco moderato e servite con polenta abbrustolita calda.

MONTANI, Sandra – VERONI, Anita. La cucina della Bassa Padana: Saba, sugo e savoret. Padova, Franco Muzzio, 1986, p. 51
Pesce gatto in umico con piselli
Preparare lavati e scolati i pesce gatti. Soffriggere in una padella: cipolla, olio, burro e aggiungere, poi, pomodoro a fette, foglie di basilico, rosmarino, sale e pepe. Mescolare ed aggiungere mezzo bicchiere d’acqua. Lasciare bollire questa salsa per 20 minuti, dopo di che aggiungere il pesce gatto ed i piselli. Cuocere quanto necessario.

Cenni storici e curiosità
C’era quello “nostrano” (che proprio nostrano non era, in quanto importato dal Nord America alla fine dell’800) ma ormai acclimatato e considerato autoctono. I proprietari dei laghetti di pesca sportiva hanno scoperto però che con il pesce gatto americano, Channel cat fish, che pesa almeno tre chili e non tre etti come il nostrano, per i pescatori c’era più soddisfazione e così l’hanno importato dagli Stati Uniti agli inizi degli anni ’70.
In particolare i primi allevamenti di pesce gatto furono avviati nel modenese, ma visto il successo ottenuto, in breve si estesero a tutta la Pianura Padana, ed oggi abbiamo allevamenti di pesce gatto in Emilia Romagna, in Veneto che in Lombardia.

L’introduzione del pesce gatto nelle acque italiane ha danneggiato la fauna autoctona, in particolar modo la tinca e il luccio, poiché il pesce gatto è un vorace predatore, ma non è preda di nessuno per via delle sue spine velenose.