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Pomodorino campano

Nome geografico abbinato:

Regione: CAMPANIA

Provincie: NAPOLI, SALERNO, AVELLINO

Sinonimi:

Descrizione sintetica prodotto: La denominazione “Pomodorino Campano” designa le bacche che derivano dagli ecotipi “Corbarino” e “Vesuviano” coltivati nel territorio della regione Campania.
1) il prodotto, allo stato fresco, è quello con seguenti caratteristiche:
pezzatura media: 67-50 frutti/kg , ossia il peso della bacca compreso tra i 15 e i 20 gr;
Per l’ecotipo “VESUVIANO”:
1) il prodotto, allo stato fresco, deve avere le seguenti caratteristiche:

Territorio interessato alla produzione:
La zona di produzione comprende,:
A) per il pomodorino “corbarino”:
– nella provincia di Salerno: Corbara, S.Egidio del Monte Albino, Angri, , Scafati, Pagani, S.Marzano sul Sarno, S. Valentino Torio, Nocera Inferiore, Nocera Superiore, Roccapiemonte, Castel S.Giorgio, Mercato S.Severino, Sarno, Siano, Baronissi, Fisciano, Furore, Ravello, Scala, Amalfi, Maiori, Tramonti, Cava dei Tirreni, Bracigliano
– nella provincia di Napoli: Poggiomarino, Striano, Pompei, Lettere, Gragnano, Pimonte, Agerola, S.Antonio Abate, S.Maria La Carità, Castellammare di Stabia, Vico Equense, Sorrento, Massa Lubrense
– nella provincia di: Avellino: Montoro Inferiore e Montoro Superiore
B) per il “pomodorino del Vesuvio” :
– nella provincia di Napoli: Boscoreale, Pompei, Boscotrecase, Terzigno, S.Giuseppe Vesuviano, Ottaviano, Somma Vesuviana, S.Anastasia, Pollena Trocchia, Cercola, S.Sebastiano al Vesuvio, S.Giorgio a Cremano, Ercolano, Torre del Greco, Torre Annunziata, Volla, Trecase, Massa di Somma, S.Gennaro Vesuviano, Acerra Afragola, Brusciano, Caivano, Casalnuovo, Camposano, Castercisterna, Cicciano, Cimitile, Mariglianella, Marigliano, Nola, Palma, Pomigliano, Scisciano, S.Vitaliano

Produzione in atto: attivo

Descrizione delle metodiche di lavorazione: Le condizioni ambientali e di coltura devono essere quelle tradizionali della zona, e comunque atte a conferire al prodotto che ne deriva le specifiche caratteristiche di qualità.
La raccolta dei frutti è scalare e va effettuata nel periodo compreso tra la fine di luglio e prima decade di ottobre, in funzione delle particolari destinazioni commerciali ( per il fresco: fine luglio – inizio ottobre; da industria:15 agosto – 15 settembre; da serbo: settembre ) e in funzione del conseguimento delle caratteristiche qualitative.
La raccolta dei frutti è scalare e va effettuata nel periodo compreso tra inizio luglio e fine settembre, in funzione delle particolari destinazioni commerciali:
fresco: luglio – settembre; da serbo: agosto; e in funzione del conseguimento delle caratteristiche qualitative.

Osservazioni sulla tradizionalità, la omogeneità della diffusione e la protrazione nel tempo delle regole produttive: Il legame con l’ambiente è documentato dalla autoctonia della cultivar interessate e dal numrose fonti bibliografiche, compresa la tradizione di riprodurre fra gli ortaggi del presepe napoletano i pomodorini, fatto che dimostra la tradizionalità di questa produzione sin dal XVIII secolo.

Costanza del metodo di produzione oltre 25 anni: SI

Riferimento bibliografico:

Fonte: Mappatura dei Prodotti Tipici e Tradizionali 2005 – Regione Campania, Settore Se.SIRCA.