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Robiola della Valsassina

La denominazione di Robiola ha due origini: la prima è legata al latino rubere che vuol dire rosseggiare, proprio come rosseggiante diviene la crosta nelle forme molto mature.
La seconda, invece, nasce dal comune di Robbio Lomellina in provincia di Pavia che ne rivendica la paternità. Nato come formaggio piuttosto umile, la Robiola della Valsassina è stata oggi notevolmente rivalutata e trova un numero sempre maggiore di estimatori.

 

Area di produzione
La Robiola della Valsassina è prodotta nella valle omonima in provincia di Lecco.

 

Caratteristiche
La Robiola della Valsassina è un formaggio a pasta cruda e semimolle, ottenuto da latte vaccino. Leggermente gessato nel sottocrosta è a media stagionatura. È un formaggio che non presenta un contenuto calorico molto elevato, per questo può esser consumato anche in regimi ipocalorici. Ha la forma di un parallelepipedo con un lato di 10 centimetri e un’altezza di 4 centimetri. Il peso varia fra i 300 e i 400 grammi.
La crosta è leggermente fiorita e caratterizzata da una maggior maturazione al centro.
La pasta è giallognola vicino alla crosta e più chiara, tendente al paglierino, verso l’interno.