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Salame Piacentino DOP

Tipo di prodotto:
(sale, pepe, infuso di aglio e vino). La produzione del salame piacentino comprende le seguenti fasi: tritatura delle carni, condimento con miscela di salatura ed aromi,impastamento, insaccamento e legatura, asciugatura e stagionatura.

Zona geografica di produzione:

Si deve alla Camera di Commercio di Piacenza la pubblicazione del volumetto “I salumi piacentini”, nel quale Serafino Maggi raccoglie, fra l’altro, varie notizie storiche sulla notorietà di questo prodotto, che comprende le tre versioni che hanno ottenuto la registrazione della denominazione di origine: salame, coppa e pancetta.

Curiosità storiche e letterarie:
Alla corte spagnola la cerchia degli “aficionados” dei nostri appetibilissimi generi alimentari doveva essere piuttosto ampia tanto da indurre l’Alberoni a richiederne in questi termini: “… Se con l’occasione favorevole potete inviare alcuni salami e un poco di formaggio, soddisfarò agli amici e alla Principessa a cui l’avevo promesso”.
Quando poi l’Alberoni attraverso un capolavoro di abili maneggi riusciva a dare a Filippo V, rimasto nel frattempo vedovo, una seconda moglie nella persona di Elisabetta Farnese, figlia di Odoardo, nipote e figliastra di Francesco, Duca di Parma e Piacenza,le richieste di salumi da parte del primo ministro per appagare i desideri della neo sovrana che, dal canto suo, dimostrava di esserne molto ghiotta, si facevano man mano più frequenti: “Ho ricevuto quattro casse di salami – scriveva il prelato piacentino al Rocca – che mi furono consegnate dal signor Rosconi a Pamplona, e hieri n’ebbe uno S.M. in tavola, fatto cuocere in mia casa, che fu trovato da S.M. di suo grandissimo gusto. Oggi pure ne ho portato un altro nella mia carrozza alla [partita di] caccia, dal che avvisata S.M. dal Cavallerizzo del Re l’ha pure voluto sopra la sua tavola e ne ha mangiato completamente…”. E ancora: “… Sono pure arrivate le sei casse di salami… ne ricevei pure quattro dal signor Rosconi, però, come queste entrarono nella dispensa regia. So che il marchese di Vigliena ne ha avute due donzene in sua parte. Se mai occorresse mandarne altri, spediteli…”
Malgrado l’onere dei molteplici impegni di Governo, preoccupazione costante dell’Alberoni era quella di non far mancare alla tavola della regina Elisabetta i salami piacentini, gli unici preferiti dalla sovrana, come annotava l’Alberoni stesso: “… gustando la Regina dei salami crudi, ne ho comprati alcuni da questi genovesi, ma come S.M. si è spiegata di piacerle più quelli del nostro paese, ve ne porto l’avviso ed, in caso ne vogliate mandarne, potete spedirli prima di Pasqua”.
In un’altra missiva di due mesi dopo si legge: “Resto inteso dell’avviso che mi date, esser partite da Genova le dodici casse di vini, due con 36 marzolini ed una con salami crudi sopra nave francese per Alicante dirette a quei signori Pavia e

Fonte: Ermes Agricoltura – Regione Emilia Romagna