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Salsiccia pasqualora

Salsiccia pasqualora
Salsiccia pasqualora, prodotto tipico siciliano

La salsiccia pasqualora è un prodotto tipico della Regione Sicilia. Si tratta di un insaccato che, come il nome suggerisce, è storicamente preparato durante la Settimana Santa, che antecede la Pasqua.

Questo prodotto ha però origini ancora più antiche, ed è fortemente connotato nella tradizione enogastronomica della provincia trapanese.

Cenni storici e curiosità

La preparazione della salsiccia pasqualora, o di un salume equivalente, è citata da Virgilio nelle sue Georgiche, opera che risale al I secolo avanti Cristo (idealmente tra il 38 e il 29 a.C.).

Se a quel tempo non è connotata attraverso la festività cristiana, sappiamo però che la metodologia di produzione è piuttosto simile. La carne di maiale, tagliata rigorosamente al coltello, è macinata e arricchita con sale, pepe, peperoncino, vino (preferibilmente bianco) e finocchio selvatico.

La stagionatura è piuttosto breve, circa 10-15 giorni. Alla fine il prodotto si consuma crudo oppure cotto alla brace, a mo’ di salamino. La forma tradizionale di preparazione prevede una forma a ferro di cavallo o di “U” leggermente allungata.

Oltre alla salsiccia pasqualora trapanese propriamente detta, esiste anche la salsiccia pasqualora caccamese. Viene prodotta nel solo comune di Caccamo, in provincia di Sicilia, e per la particolarità della ricetta è stata iscritta da Slow Food nella cosiddetta “arca del gusto”. Si tratta di un progetto, mutuato dai Presidi Slow Food (1999) volto a salvaguardare le eccellenze territoriali italiani.

Scheda prodotto. Salsiccia pasqualora

Descrizione sintetica del prodotto: Salsiccia di sola carne di maiale macinata con piatto a fori larghi, con 30 g/Kg di sale e 5 g/Kg di pepe nero con semi di finocchio di campagna e qualche grammo di peperoncino rosso e divisa in porzioni (tocchi) con spago o più anticamente, da strisce di foglie di Palma Nana.

Zona di produzione: Comuni di Trapani, Erice, Valderice, Paceco, Calatafimi, Alcamo, Castellammare del Golfo, Buseto Palizzolo, San Vito Lo Capo e Custonaci.

Riconoscimenti: Prodotto Agroalimentare Tradizionale (PAT) della Regione Sicilia, in attuazione dell’art. 3 comma 3 del d.m. 350 dell’8 settembre 1999.