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Scamorzini del matese

Territorio interessato alla produzione: Aree montane del Massiccio del Matese, nei Comuni di San Gregorio Matese e Castello del Matese; Matese beneventano (CE).

 

Descrizione sintetica del prodotto
Formaggio a pasta filata prodotto con latte di vacca intero di animali allevati nell’area di produzione.
È un prodotto ottenuto con un procedimento analogo a quello del caciocavallo si differenzia da questo per la forma e per la stagionatura.
La forma simile a quella del caciocavallo è molto più piccola e in alcuni casi si presenta come formato da due testine opposte strette dal legaccio che serve per appendere ad asciugare il prodotto.
Il peso si aggira tra i 100g e non supera i 150 g.
Alla vista si presenta: il fresco con crosta liscia e bianca sodo al tatto, il semistagionato ha una crosta liscia quasi lucida di colore giallo paglierino.
La pasta è omogenea e compatta bianco latte nella tipologia frasca, tendente al giallo paglierino nella versione stagionata più carico all’esterno e meno carico all’interno.
Il sapore è piacevole, dolce e delicato fresco più pastoso e leggermente piccante semistagionato.

 

Cenni storici e curiosità
Questo prodotto derivato dalla produzione del caciocavallo si è sviluppato negli anni sessanta.
Il prodotto è ottenuto con lo stesso ciclo di produzione del caciocavallo del Matese, si differenzia da esso per le forme molto più piccole. È un adattamento alle esigenze di mercato che negli anni sessanta chiedevano un prodotto da acquistare e consumare subito in particolare durante il periodo estivo.
Inoltre dagli anni ‘60 per oltre 30 anni il territorio di San Gregorio Matese è stato rinomata meta turistica e i villeggianti, per lo più napoletani e romani, erano soliti ritornare alle rispettive dimore con i sani e genuini prodotti tipici del Matese che ora come allora erano essenzialmente i formaggi.