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Sindra call’e boi

Territorio interessato alla produzione: Si tratta di un prodotto consumato allo stato fresco, che proviene dalla varietà di anguria tipica denominata “Call’e Boi” coltivata dagli agricoltori della comunità di Gonnosfanadiga. Storicamente la presenza delle coltivazioni è attestata da numerosi documenti che risalgono ai primi decenni del 1900.

 

Descrizione sintetica del prodotto
L’ anguria “Call’e Boi” è caratterizzata da una pianta molto rustica dotata di elevata vigoria, apparato radicale molto esteso, foglie di dimensione medio grossa che garantiscono una buona copertura dei frutti, ciclo produttivo mediotardivo.
I frutti sono caratterizzati da una forma ovale-allungata che ricorda il rumine bovino da cui prende spunto il nome “Call’e Boi” letteralmente” stomaco di bue”. La buccia è di colore verde mediamente intenso, molto sottile e di particolare fragilità al taglio, infatti al contatto con la lama si manifesta la formazione di una o più fenditure nel frutto accompagnata da un rumore caratteristico. Questa caratteristica è particolarmente apprezzata dai consumatori per le eccellenti caratteristiche organolettiche del prodotto. La polpa di colore rosso intenso è priva di fasci vascolari evidenti, tende a sciogliersi facilmente liberando le componenti aromatiche che accompagnano l’equilibrato gusto zuccherino. I semi risultano essere numerosi e di dimensioni medio grosse o piccoli, nel caso della variante dell’ecotipo denominata “Call’e Boi pisu pira”, letteralmente” semi di pera” derivante dal lungo processo di selezione realizzato da tempo immemorabile dai contadini gonnesi. La pezzatura dei frutti è da media a grossa (fino a 25kg).

 

Cenni storici e curiosità
La tecnica di coltivazione della “Sindria Call’e Boi” è stata tramandata di padre in figlio da tempo immemorabile, così come il patrimonio genetico che è stato preservato da alcuni agricoltori conservatori che hanno consentito in tempi recenti il recupero dell’ecotipo. Questo è stato possibile grazie alle condizioni di isolamento spaziale di alcune coltivazioni che hanno evitato la contaminazione genetica dell’ecotipo, molto frequente nella specie che è soggetta all’impollinazione entomofila. La raccolta dei semi ancora oggi viene effettuata solo dalle piante che presentano i requisiti tipici, dedicando allo scopo il primo frutto di ciascuna pianta che deve essere coltivata in assenza di altre varietà di anguria per un raggio di almeno 2 Km. I frutti porta seme vengono raccolti a maturazione completa e conservati in magazzino per alcuni mesi in modo tale da consentire la completa formazione degli stessi. Vi era un’intensa attività commerciale, molto diffusa fino ai primi anni 70 del secolo passato, che dimostrano l’importanza della “Sindria Call’e Boi” nel tessuto produttivo e culturale di Gonnosfanadiga. La comunità del cibo “Sa Sindria de Gonnos”(costituita per iniziativa dell’Associazione per la tutela della biodiversità Gonnese e Slow Food) organizza ogni anno la “Festa dell’Anguria” e diverse sagre, laboratori del gusto e iniziative culturali che testimoniano la volontà di recuperare il tessuto produttivo-culturale dell’ecotipo “Sa Sindria de Gonnos”.