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Tartufo bianco del Serrapotamo

Area di produzione
Comuni di Carbone, Calvera, Teana, Chiaromonte, Fardella e Francavilla sul Sinni, tutti in provincia di Potenza.
Il Serrapotamo è un torrente la cui valle si trova parallela a quella del Sinni e si distende dal Monte Alpi a Senise dove il torrente Serrapotamo confluisce nel fiume Sinni.

Descrizione del prodotto
Tuber magnatum pico, cresciuto in simbiosi con diverse specie forestali: roverella, cerro, carpino nero, salice, nocciolo, pioppo, ontano, ornello e tiglio.
Le particolari condizioni climatiche del Serrapotamo, caratterizzato da terreni umidi, freschi e sciolti lungo le vie dei fiumi e sulle golene e da un’altitudine dai 250 metri ai 600 metri slm, consente la presenza del tartufo bianco ed esalta le sue peculiari qualità. Esso si presenta globoso, con depressioni dovute alle condizioni del terreno. La superficie è liscia, appena vellutata, il colore varia dall’ocra pallido al crema scuro. Il colore della polpa interna (gleba) si diversifica dal bianco grigiastro al nocciola a seconda del grado di maturazione, del terreno e della pianta simbionte, con sottili venature bianche.
Il profumo è spiccato e aromatico, unico nel suo genere. Viene utilizzato crudo, tagliato a lamelle al momento, per condire diverse pietanze della tradizione locale.
Nei comuni del Serrapotamo e a Carbone si organizzano ogni anno eventi (mostre-mercato) dedicati al tartufo bianco.

Tecniche di raccolta
La raccolta è consentita dal 1° ottobre al 31 dicembre.
La raccolta si effettua utilizzando cani da tartufo per la localizzazione e vanghetto  per lo scavo, sinergia che consente di prelevare i tuberi senza danneggiare il terreno o la vegetazione. Le buche dopo la raccolta vengono ricoperte, ed i residui di tartufo disseminati per consentire la crescita di nuovi tuberi.
Si conserva intero in contenitori di vetro a chiusura ermetica, avvolto in carta o in tessuto, in ambiente freddo o in frigo (a 3-6 °C), per preservare l’aroma.