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Torrone – U Turun

zona di produzione: Val Fontanabuona (Genova), valle Sturla (Genova) e valle del Prino, Dolcedo (Imperia)

curiosità: L’origine di questo prodotto risale al 1300. Pare che un cuoco di Cremona per non buttare gli albumi avanzati, li avesse montati a neve e uniti con ottimo miele. Cosse il tutto a fuoco lento e, ancora a caldo, forgiò delle torri, da cui il nome “torrone”, ed essendo molto dure, usate solo come decorazioni natalizie. Il vocabolario fa invece derivare il termine torrone dal sostantivo spagnolo “turròn” e dal verbo “turrar”, arrostire, che a sua volta trae origine dal latino “torrere” (tostare).

caratteristiche: Ebbene si: anche in Liguria, dove non mancano le produzioni di miele e di nocciole, il torrone veniva confezionato, insieme al pandolce, per le festività natalizie. Dal colore che va dal bianco panna al bianco avorio, ha una consistenza morbida.

ricetta: Ingredienti: miele, nocciole, limone, due ostie. Preparazione: Cuocere il miele insieme alle nocciole (nissoe e linso(r)e) in una pentola di coccio. Aggiunge una scorza di limone grattugiata e versare su di un’apposita sfoglia, tipo “ostia”, detta in dialetto imperiese “nègia”. Un’altra “ostia” ricopre l’impasto. A questo punto si lascia raffreddare su di una piastra di marmo. Il segreto per un buon torrone sta nella cottura, oltre che nella giusta percentuale di nocciole e miele. Se il composto permane sui fornelli più del dovuto o il fuoco è troppo vivace, il miele perde eccessivamente umidità tendendo a cristallizzare e, una volta raffreddato, il torrone risulta duro e non morbido come vuole la tradizione.

Fonte: La vetrina di Agriligurianet.it – Regione Liguria 2006