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Uova stregate

Zona di produzione
Comuni di Veroli (FR), Arpino (FR)

Descrizione del prodotto:
Si tratta di un particolare dolce al cucchiaio cremoso e semifreddo inserito all¿interno di un guscio d’uovo. Al primo sguardo le “uova stregate” sembrano vere uova sode, ma in realtà al primo assaggio ci si rende conto che si tratta di un dolce farcito con gustosi ingredienti a base di crema di latte arricchita con polpa di vaniglia bourbon e una pallina di pasta genovese, di colore giallo che richiama il tuorlo d’uovo, leggermente imbevuta con liquori di agrumi.

Preparazione
Gli ingredienti sono: crema di latte arricchita con bacca di vaniglia Bourbon e pasta genovese (tipo pan di spagna) imbevuto leggermente con liquori di agrumi per dolci al 3-4% di grado alcolico. Un pallina gialla di pasta genovese viene posta alla base del guscio d’uovo, preventivamente sterilizzato e aperto in una estremità, e ricoperta con la crema di latte dalla consistenza soffice e vellutata. L’uovo stregato può essere consumato subito o congelato.
Si conserva per 4/5 giorni.

Cenni storici e curiosità
Le uova stregate censite presso una pasticceria artigianale di Arpino (FR), sono una rielaborazione di un’antica ricetta che risale al 1870 circa.
La signora Maria Martino, che oggi le prepara presso la sua pasticceria, racconta che le uova stregate venivano preparate dalle monache Benedettine del Monastero di Santa Maria dei Franconi in Veroli esclusivamente nel periodo di Pasqua perché proprio in questo periodo le galline sono molto “generose” e producono molte uova. Le monache per non buttare i gusci delle uova si sono inventate un modo per riutilizzarli creando i contenitori per questo dolce cremoso molto particolare che poi vendevano ai pellegrini durante le festività pasquali. La signora Maria racconta di conoscere questo dolce fina da piccola e che era un regalo usuale presso le famiglie di Arpino e Veroli in occasione della Pasqua.
Il nome “uova stregate” è legato a due ipotesi: perché in passato veniva utilizzato il liquore strega per insaporire la pasta genovese; perché sembra un uovo sodo ma in realtà è un delizioso dolce. Quindi si viene ingannati dall’aspetto dell’uovo.