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Uva baresana

Descrizione del prodotto
Detta anche: doraca, uva drech, imperatore, lattuaria, lattuario, roscio, sacra, sagrone, turca, turchiesca, uva di cera, uva rosa.
Acini croccanti, di colore bianco-giallo perlato trasparente, dalla buccia sottilissima e di grandezza variabile tra 1 cm ed 1,5 cm di diametro. Di sapore amorevolmente dolce, quando ben matura (da fine agosto fino all’inizio ottobre). E’ l’uva tipica di Bari e dintorni. Dolce e molto fruttata, se ne riconosce la giusta maturazione solo quando il chicco, diventando trasparente, lascia intravedere chiaramente i semini negli acini.

 

Territorio di produzione: Provincia di Bari, in particolare agri di Adelfia, Acquaviva delle Fonti, Bisceglie, Bitetto, Bitonto (frazioni di Palombaio – Mariotto), Rutigliano, Ruvo di Puglia, Sannicandro di Bari, Terlizzi.

 

Cenni storici e curiosità
Il nome Baresana, introdotto con lungimiranza alla fine del 1800 dai piccoli agricoltori per unificare in funzione commerciale la miriade di nomi locali (ad Adelfia Duraca, ad Acquaviva delle Fonti Lattuario, altrove Sacra, Roscio, Imperatore, Turca, ecc.), può essere considerato un antesignano dei marchi di origine: “Baresana, ovvero di origine “barese”. Infatti, se è vero che la più antica citazione del nome Baresana risale al 1892 (A. Fonseca), nei bollettini ampelografici pubblicati dal Ministero d’Agricoltura, Industria e Commercio sono invece citati o descritti quelli che oggi sono i suoi sinonimi: l’Uva Turca, l’Uva sacra, la Lattuaria (G. Frojo, 1875; D. Frojo, 1879).