Psychological Food: l'indice che scopre i valori nascosti del cibo | Paesi del Gusto

Psychological Food: l’indice che scopre i valori nascosti del cibo

Francesco Garbo  | 14 Mar 2023  | Tempo di lettura: 3 minuti

Molti sono i significati che si nascondono dietro al cibo. C’è chi è a dieta quindi lo vede come un qualcosa da controllare, pesare e gestire in modo attento. C’è chi invece vede il cibo come fonte di aggregazione, pranzi in famiglia. Secondo una ricerca italiana, per un italiano su due il cibo è una via per relazionarsi con i propri cari. Nasce così lo Psychological Food grazie ad uno studio che si è svolto all’EngageMinds HUB, il Centro di ricerca dell’Università Cattolica, campus di Cremona diretto dalla professoressa Guendalina Graffigna. In questo studio è stato sviluppato e convalidato un campione di un indice di misura con il quale si valuta il coinvolgimento alimentare che le persone hanno, ovvero il PFIS, Psychological Food Involvement Scale.

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La ricerca

ll cibo  non è considerato solo una fonte di sostentamento, ma sta diventando sempre più simbolico e legato a valori soggettivi.” dichiarano Graffigna e Castellini che hanno condotto lo studio pubblicato sulla rivista scientifica Food Quality and Preference. Ma a cosa serve quest’indice? Come spiegano le ricercatrici l’indice risulterebbe prezioso per capire i significati che ogni consumatore attribuisce al cibo. Infatti il PFIS riuscirebbe a individuare come le persone percepiscono il cibo, ma anche la spiegazione per la quale alcune persone sceglierebbero un determinato regime alimentare piuttosto che un altro. Per far questo sono stati compilati 512 questionari da un identico numero di persone.

“La scala indaga diverse e nuove dimensioni psicologiche, per esempio indaga quanto il cibo è considerato dal singolo come un mezzo attraverso il quale provare emozioni positive e raggiungere un benessere psicofisico; ma esplora anche quanto il cibo e in particolare le scelte alimentari siano un mezzo importante per esprimere se stessi e la propria personalità. Così spiega la dottoressa Castellini. “Infine valuta quanto il cibo e le scelte alimentari siano considerate dal singolo come un mezzo attraverso cui essere accettati dagli altri e quanto il cibo sia considerato dal singolo come un tramite grazie al quale prendersi cura dei propri cari e rafforzare i legami familiari“.

Per ora i risultati hanno evidenziato come all’incirca il 16% di persone ha un grande coinvolgimento nei confronti dell’alimentazione mentre per il 45% del campione il cibo è un vero e proprio canale preferenziale attraverso il quale aver il modo di rafforzare il legame d’affetto che proviamo per le persone a noi care. Per altri invece l’alimentazione è un veicolo tramite il quale si può raggiungere e conquistare una condizione di benessere pisco-fisico.

Francesco Garbo
Francesco Garbo

Sono un cuoco e un giornalista enogastronomico, cucino e parlo di cibo praticamente tutto il giorno. Vino e cibo sono le due vie migliori per conoscere una cultura, in modo gustoso.



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