Radicchio bianco o variegato di Lusia

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Territorio interessato alla produzione: La zona di produzione comprende parte del territorio limitrofo al corso del fiume Adige, circoscritto dai seguenti comuni della provincia di Rovigo: Lusia, Fratta Polesine, Villanova del Ghebbo, Costa di Rovigo, Lendinara, Badia e da alcuni comuni della provincia di Padova: Barbona, Vescovana e S.Urbano.

La storia: Secondo la maggioranza degli studiosi, è verosimile che tutte le varietà di radicchio attualmente coltivate derivino da individui a foglie rosse riconducibili al “Rosso di Treviso” che, introdotto in Europa intorno al XV secolo, ha iniziato ad interessare le zone tipiche del Veneto nel corso del secolo successivo. A partire da questa pianta, in seguito a interventi di miglioramento genetico operati dai produttori, si è riusciti ad ottenere i tipi oggigiorno conosciuti e coltivati. Il Radicchio Variegato di Lusia deriva da una selezione massale avvenuta negli anni quaranta del secolo scorso, del Variegato di Castelfranco. Documentazione attestante la presenza di questa coltura nella zona si può ritrovare presso gli archivi del Mercato Ortofrutticolo di Lusia.

Descrizione del prodotto: Il radicchio variegato di Lusia, chiamato anche cicoria, appartiene alla famiglia delle composite, è caratterizzato da cespo di forma rotondeggiante, con grumulo centrale compatto e foglie esterne espanse, screziate di rosso su fondo bianco-giallo. Il torsolo, tagliato in corrispondenza della corona di foglie esterne, sporge da queste solo pochi centimetri. I cespi hanno un peso mininimo di 100 g ed un diametro minimo di 15 cm. Presenta sapore fresco e amarognolo e deve presentarsi con cespo intero e non fiorito e privo di sapori e odori estranei.

Processo di produzione: Il radicchio viene seminato tra giugno e l’inizio di agosto e successivamente le piantine vengono trapiantate in campo. Dopo la metà di settembre inizia la raccolta che viene svolta manualmente facendo attenzione a non rovinare il prodotto. Non sono necessarie particolari attenzioni durante il periodo di crescita delle piante, essendo sufficienti normali operazioni di sarchiatura e irrigazioni adeguate al grado di siccità. L’operazione caratteristica e fondamentale per la produzione del radicchio variegato è l’imbiancatura, che consente di ottenere un prodotto particolarmente pregiato e gradevole dal punto di vista organolettico. Tale operazione si effettua riponendo i cespi, dopo la raccolta, nella sabbia ricoperti da paglia o altro materiale vegetale e mantenendoli inumiditi annaffiando quotidianamente. Dopo circa 8-10 giorni il radicchio viene tolto, ripulito e preparato per il mercato. La commercializzazione può essere effettuata a cespo chiuso o a cespo aperto a forma di rosa, con apposito confezionamento che consenta di apporre un eventuale specifico contrassegno. Il prodotto può essere condizionato, ai fini di prolungare la conservazione, in contenitori di plastica, legno o cartone.

Reperibilità: Il prodotto è reperibile presso i produttori e i mercati al dettaglio della zona di produzione, esclusivamente durante il periodo di produzione nei mesi di settembre e ottobre.

Usi: Essendo particolarmente ricco in calcio, ferro, fosforo, magnesio e vitamine è indicato per la cura di diversi disturbi, dalla demineralizzazione, alla stipsi, e, grazie alle sue sostanze sedative, anche contro l’insonnia. Infine possiede proprietà diuretiche e depurative. In cucina trova impiego soprattutto crudo in insalata.

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