Liquore allo zafferano

Area di produzioneTutto il territorio regionale ma con particolare riferimento alle zone di produzione dello Zafferano dell’Aquila DOP.

DescrizioneLiquore di colore giallo intenso, gradazione alcolica di circa 37°, odore intenso di zafferano con lieve sentore di anice. E’ un prodotto naturale. L’aggiunta di anice e di erbe aromatiche consente di mitigare il forte aroma dello zafferano. E’ ottimo come digestivo, bevuto freddo e al naturale, oppure diluito per ottenere bevande dissetanti.Con il latte caldo è corroborante e utile in caso di raffreddore mentre con il latte freddo d’estate è particolarmente gradevole contro l’arsura. Si usa in cucina e in particolare in pasticceria per aromatizzare le preparazioni.

PreparazioneIl liquore allo zafferano si ottiene per infusione a freddo dello Zafferano dell’Aquila DOP e di erbe aromatiche locali raccolte nei luoghi più idonei e nel momento più propizio. L’infuso viene poi diluito con acqua e opportunamente zuccherato, filtrato per decantazione dopo un periodo di riposo e invecchiato per alcuni mesi in fusti di acciaio.

Cenni storici e curiositàQuesto prodotto nasce dalla fusione di due pratiche antiche: quella di riutilizzare le fecce, sottoprodotto della vinificazione, per ottenere l’alcool e aromatizzarlo con erbe locali per renderlo gradevole al consumo e quella della produzione e del consumo dello zafferano. Lo Zafferano dell’Aquila, che ha ottenuto recentemente la DOP, ha rappresentato nel passato una sostanza tonificante ed alimentare dai più svariati usi presso le popolazioni locali.

Ponce, Punce, Punk

Area di produzioneL’area di più antica di produzione di questa bevanda alcolica si colloca nell’area costiera – pedomontana della provincia di Chieti

DescrizioneLiquido di colore scuro, ambrato, quasi vinoso di densità variabile in funzione della tecnica di preparazione.
Il prodotto è ottenuto per infusione a freddo di bucce di agrumi (aranci, mandarini, limoni) con aggiunta di zucchero caramellato in soluzione idro- alcolica zuccherata ed aromatizzata con Rum; gradazione finale intorno al 45 % di alcool

PreparazioneDiverse sono le procedure per ottenere questo famoso liquore abruzzese che trova nelle bucce di agrumi, zucchero, alcol e Rum gli ingredienti di baseIn particolare nella produzione domestica, così come riportato da Nice Cortelli Lucrezi, né “Le Ricette della Nonna”- 1974 – Japadre editore – L’Aquila, la buccia di un arancio o limone o mandarino, tagliata molto sottile, viene posta a macerare in circa 300 g di alcol.
Dopo 24 ore si aggiunge lo zucchero nella quantità di 400 g così preparato:circa un pugno va posto in una tegamino di rame a caramellare e la restante parte va messa a sciogliere a fuoco lento in circa g 300 di acqua ottenendo così uno sciroppo, che viene unito allo zucchero caramellato. Si lascia raffreddare il tutto e successivamente si aggiungere a questa miscela l’alcol precedentemente aromatizzato con le bucce di agrumi.Infine mescolare il tutto, filtrare e imbottigliare.La produzione artigianale differisce da quella domestica in quanto prevede l’aggiunta di Rum come aromatizzante.


Cenni storici e curiositàIl Ponce è un liquore forte e gustoso che servito in estate con cubetti di ghiaccio diventa una bevanda dissetante ma è soprattutto d’inverno, bevuto caldo, che esprime appieno la propria fragranza tonificante.Questo prodotto, come altre bevande alcoliche abruzzese, trova la sua origine tra le varie produzioni che esperti “speziali” erano soliti preparare. Da queste esperienze, spesso intraprendenti artigiani davano vita a vere e proprie attività commerciali.Come cita Nice Cortelli Lucrezi, né “Le Ricette della Nonna”- sulla storia del Ponce, un farmacista di Fara San Martino (CH) certo Alleva, preparava un Ponce tanto apprezzato e rinomato da far pronunciare al poeta Cesare De Titta (1862 – 1933) la famosa frase “bevanda che fa cambà cent’anni e cente mise”.Il Ponce comunque era noto e rinomato, tanto che Francesco Jannamico (classe 1853), liquorista artigiano di Villa Santa Maria (CH) aveva avviata la produzione di questa bevanda già dal 1881 e, nel 1899, segnalava sul “Corriere Frenano” una recensione sulla propria produzione di Ponce e sulle onorificenze che lo stesso aveva ottenuto l’anno prima ad Amburgo, Digione e Torino con questo nuovo prodotto.

Prunus di Valle Rea – Lacrima di spino nero

Materia prima: drupe di Prunus spinosa (prugnolo) ed altri frutti di bosco, vernaccia rossa di Pergola, zucchero.Bevanda di colore rosso rubino di scarsa intensità, bouquet fruttato (aroma di prugnolo ed altri frutti di bosco), di vena delicatamente dolce, buona gradazione alcolica (14°).Ottimo abbinamento con dolci al cioccolato, torroni, pasticceria secca.

Territorio interessato alla produzione: Provincia di Pesaro e Urbino, in particolare nella Comunità Montana del Catria e Cesano.

Acqua di Melissa

Territorio interessato alla produzione: Provincia di Verona

La storia: Le proprietà curative della Melissa, comunemente chiamata anche cedronella, sono note fin dalle antiche civiltà. Il nome, della stessa radice di ‘miele’, veniva usato dai Greci anche per l’Ape, e l’appellativo Melissa veniva dato alle donne considerate particolarmente sagge e ricche di virtù; anche le Sacerdotesse dei misteri di Eleusi e di Efeso venivano chiamate Melisse. La usarono anche Romani ed Arabi, ed ebbe un periodo di grande fama come erba medicinale durante il Medioevo. Carlo Magno ne ordinò la coltivazione nei giardini medicinali del regno, in modo da averne sempre in abbondanza e l’Acqua di Melissa delle Carmelitane francesi era rinomata per la sua efficacia contro un vasto numero di disturbi, sia fisici, sia nervosi.
Le virtù medicinali della melissa sono contenute nelle sommità fiorite, oppure nelle foglie dove scorre uno speciale olio essenziale, che dà alla pianta un grato odore ed un gustoso sapore di limone. La melissa è sempre stata consigliata nei postumi delle paralisi, nelle debolezze muscolari, nei tremori dei vecchi, nei languori fisici e morali susseguenti a lunghi patimenti. E’ molto indicata nelle convulsioni, nelle nevrosi, nell’isterismo ed in ogni forma patologica afferente il sistema nervoso. Stimola l’appetito, rinforza lo stomaco in caso di indigestioni, aiuta ad espellere gli eccessivi e noiosi gas intestinali.

Descrizione del prodotto: L’Acqua di Melissa è un alcool a 80° aromatizzato con essenze in sospensione di Mellica Turca/Moldavica, cedro, garofano, cannella e acqua distillata. Si presenta con un profumo forte, alcolico, con flessioni speziate, mentre il gusto è ricco e intenso.

Processo di produzione: La melissa fresca o secca va fatta bollire in acqua assieme a buccia di limone grattuggiata, cannella, chiodi di garofano, polvere di noce moscata, radice di angelica e coriandolo. A bollitura avvenuta si aggiunge della grappa in quantità pari a quella dell’acqua e l’infusione va mantenuta per almeno 6 mesi, mescolando periodicamente, prima che il prodotto venga imbottigliato e messo in commercio. L’acqua di melissa dei Carmelitani scalzi, tutt’oggi prodotta a Venezia, si prepara con 150 grammi di melissa fresca o 60 di secca, 30 grammi di buccia di limone grattugiata, 15 grammi di cannella, 15 di chiodi di garofano, 15 di polvere di nocimoscate, 5 grammi di radice di angelica e 5 di coriandoli. Il tutto viene bollito per cinque minuti in mezzo litro di acqua, vi si aggiunge mezzo litro di grappa e si espone al sole in un vaso ermeticamente chiuso per circa tre settimane. Alla fine si filtra e si conserva il liquido così ottenuto in bottiglie ben chiuse.

Reperibilità: Presso alcuni rivenditori del veronese e del Veneto centro meridionale il prodotto è reperibile durante tutto l’anno.

Usi: l’Acqua di Melissa si prende nella misura di un cucchiaino di caffè diluito in un po’ d’acqua prima dei pasti principali. L’acqua di melissa dà gli stessi risultati se presa nella misura di trenta o quaranta gocce su di una zolla di zucchero. E’ un ottimo calmante, facilita le digestioni difficili, combatte le nausee ed il vomito, ridà colore alla faccia nei frequenti mal d’auto o di mare.

Nusseler – Nocino

Territorio interessato alla produzione: Alto Adige – Südtirol

Caratteristiche del prodottoSi parte da un concentrato di noci e spezie, oppure, con la ricetta originale, si aggiungono noci fresche e spezie alla grappa o all´alcol. Si lascia a macerare per un certo periodo sino al rilascio degli aromi.Nella ricetta originale si aggiunge zucchero, mentre, nel caso dell´utilizzo del concentrato, si mescola questo alla grappa o all´alcol e si aggiunge poi lo succhero; si diluisce il tutto sino al raggiungimento del grado alcolico desiderato e si imbottiglia.

Cenni storici e curiositàRicette tradizionali, vecchie etichette del nocino.