Schiena e stomaco sono più collegati di quanto pensi: ce lo spiega Rehalibra | Paesi del Gusto

Schiena e stomaco sono più collegati di quanto pensi: ce lo spiega Rehalibra

Francesco Garbo  | 23 Dic 2023  | Tempo di lettura: 3 minuti

Tempo fa ho intervistato Tamara Tanzilli, nota sui social come Rehalibra, in quell’occasione abbiamo parlato di come il mal di schiena potesse essere collegato al nostro intestino e quindi anche a cosa mangiamo. Siccome ero interessato al tema ho contattato di nuovo Tamara per chiedere quali altre connessioni ci fossero tra il nostro corpo e il cibo, così ho scoperto che uno stomaco affaticato può provocare dorsalgia.

Schiena o stomaco? Difficile capirlo senza un’analisi approfondita

“Il primo sintomo di stress solitamente è il reflusso, collegato a fattori di sovraffaticamento e psicologici. Ma perché? In queste condizioni si ha un’alterazione del ritmo respiratorio e, dato che stomaco ed esofago passano all’interno del diaframma, è scontato dire che anche lo stomaco inizia a lavorare con difficoltà.”

“Un diaframma teso, rigido, non elastico, comporta un’alterazione della funzionalità gastrica e anche di tutta la componente vertebrale e delle costole. In questa situazione il nostro cervello non capisce se il sistema sia in tilt per una disfunzione gastrica o osteo-muscolare. Bisogna fare esami specifici come la gastroscopia e anche rivolgersi a un osteopata.”

Ecco cosa fare per tenere in salute il nostro stomaco

“Come assicurarci una buona salute dello stomaco e quindi della schiena? Il primo passo è quello di mangiare lentamente. La digestione inizia dalla bocca quindi se mastichiamo poco il cibo, risulta poco sminuzzato e poco mescolato. Masticando poco non diamo il tempo alla bocca di fare il suo lavoro e nello stomaco arriva un cibo poco digerito . Ecco dunque che lo stomaco va in difficoltà e fatica il doppio o triplo per digerire. In questo modo si rallenta il processo digestivo, i cibi sostano più tempo nello stomaco che può andare in sofferenza.”

“Molto importante poi non fare abbuffate,  piuttosto andiamo a dosare il quantitativo di cibo giornaliero, andiamo a frazionarlo nell’arco della giornata rendendo così più semplice la digestione. Bisogna poi stare attenti all’assunzione di cibi processati, vanno dosati, non eliminati ma dosati. Controlliamo anche l’assunzione di caffè e cioccolato, in particolare questi due agiscono al livello del cardias, una valvola che fa chiudere lo stomaco. Altro fattore importantissimo è il fumo, assolutamente da eliminare perché anche questo agisce al livello del cardias. Se proprio cercate una sostanza energizzante meglio il ginseng, non zuccherato. Assaporiamo le cose non per come le modifichiamo ma per il sapore che hanno.”

“Attenzione poi agli insaccati e i famosi cibi acidi, pomodoro e arance. Attenzione anche all’eccessiva assunzione di cibi integrali. L’eccesso di fibre, infatti, non ci fa bene, anzi tende ad infiammare, non permette una buona digestione e va bilanciato per chi soffre di reflusso.”

Da un punto di vista riabilitativo cosa possiamo fare?

“Dato che dipende dal diaframma, ci sono tecniche ed esercizi di respirazione. Una di queste è stimolare il nervo vago attraverso l’auto-manipolazione. Bisogna andare a lavorare al livello di mobilità della gabbia toracica, dello sterno e delle vertebre a cui si inseriscono le costole.”

Chi è Rhealibra?

Tamara Tanzilli è una fisioterapista di 25 anni, Osteopata in formazione, che lavora sia in ambito riabilitativo post operatorio, sia posturale. Il suo percorso sui social inizia due anni fa quando decide di “creare questa realtà, la salute a portata di mano, per diffondere informazioni che abbiano un senso scientifico. Il mio obiettivo è quello di informare in maniera leggera, ma soprattutto pratica ed efficace.” Queste le parole di Tamara, anche se c’è una cosa che mi incuriosisce: cosa significa il suo nome sui social, Rehalibra? “Il nome è composto, la prima parte rea da rehabilitation e richiama la parte terapeutica da un punto di vista fisioterapico, dove io vado a prendere le abilita residue del paziente, ovvero ciò che sa fare e in base a quello costruisco un percorso che permette di elevare alcune qualità che ha e svilupparne altre. Si parte da una base per migliorare e costruire altro. La seconda parte libra vuol dire bilancia, il raggiungimento di un proprio equilibrio di benessere sotto diversi punti di vista; osseo, muscolare e viscerale ma anche energetico.”

Francesco Garbo
Francesco Garbo

Sono un cuoco e un giornalista enogastronomico, cucino e parlo di cibo praticamente tutto il giorno. Vino e cibo sono le due vie migliori per conoscere una cultura, in modo gustoso.



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