
“Annamo bene!” forse molti ricordano una delle frasi più celebri di Sora Lella, all’anagrafe Elena Fabrizi, la ristoratrice, cuoca e attrice che divenne popolare negli anni ’80 grazie a un film di Carlo Verdone. Sora Lella è scomparsa nel 1993 ma di lei restano ancora i successi cinematografici e ovviamente anche il suo ristorante, gestito oggi dai nipoti.

Ogni regione ha le sue specialità culinarie, i suoi vini e le sue tradizioni, e naturalmente è impossibile non conoscere (e non aver apprezzato) l’amatriciana, la trippa, la carbonara, il cacio e pepe, e tanti altri piatti romani. Fortunatamente oggi in Italia possiamo ancora gustare le ricette che seguono la tradizione culinaria ma anche culturale del popolo dello “stivale”, e abbiamo tantissimi locali in cui assaporare appieno tutta questa ricchezza. Tra gli altri, l’iconico ristorante Sora Lella.

Il Ristorante Sora Lella si trova nell’Isola Tiberina, affacciato proprio sul Tevere. Qui, è d’obbligo la prenotazione perché com’è intuibile il locale è sempre strapieno. Ma una volta fermato il tavolo, si entra in un tripudio di colori, sapori e vivacità. Da 3 generazioni, lo staff prepara piatti della cucina tipica romana e anche ricette “segrete” passate di mano in mano come preziosi tesori. Naturalmente, gli chef offrono anche qualche variante vegana, per rispettare le nuove esigenze, e ogni tanto elaborano un piatto all’insegna della creatività, ma sempre all’insegna del rispetto della tradizione.
I piatti più richiesti? Sono davvero molti: l’insalata in trippa in bianco con fagioli, i cannolicchi alla mattacchiona, gli gnocchi fatti in casa all’amatriciana, i paccheri al sugo di coda alla vaccinara, o i rigatoni con pajata di vitellino per quanto riguarda i primi. Passando ai piatti di carne, troviamo la trippa e il baccalà alla romana, il coniglio alla cacciatora, e poi saltimbocca alla romana, carciofi e supplì, e per finire coi dolci è impossibile rinunciare al maritozzo o alla zuppa inglese. E per gli indecisi? Nente paura: Sora Lella offre anche diversi menù a degustazione, così si possono assaggiare dalle 4 alle 6 portante “Tanto pe’ godè… anzi, pe’ godè tanto”, come si legge in uno dei menù. Il tutto, con ampia offerta della cantina del ristorante, che propone abbinamenti con vini bianchi e rossi romani ma anche etichette nazionali, bollicine e champagne.
La location, poi, è quella storica dove nacque l’attività negli anni ’40 e conserva ancora la sua atmosfera autentica. Oggi è però possibile godere anche di un’aura di classe e di eleganza, trasmessa dai proprietari così come gli chef nell’offerta delle ricette. Un ristorante, dunque, dove mangiare insieme in allegria, almeno una volta nella vita.
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