Sicuramente te lo sei chiesto, perché il tappo delle bottiglie ora non si stacca?

Francesco Garbo  | 23 Ago 2023  | Tempo di lettura: 2 minuti

Sicuramente avrete fatto caso che sempre più bottiglie ormai hanno il tappo attaccato, si può svitare ma non staccare completamente, ma perché? A cosa serve? Il tappo attaccato nasce come una soluzione per limitare la dispersione di plastica nell’ambiente. Tecnicamente si chiamano tethered caps  ovvero tappi attaccati. La scelta di usare questo tipo di tappi è attualmente libera e sono gli stessi brand produttori a decidere se usare questi tappi, ma dal 3 luglio 2024 sarà d’obbligo per tutti come stabilito dalla direttiva UE 904 del 2019, che prevede l’obbligo di tethered caps per tutti i contenitori di bevande in PET di capienza inferiore ai tre litri.

Questo perché si è visto come i tappi delle bottiglie si disperdano con molta facilità viste le dimensioni, generando così pericolose microplastiche, non solo, essendo piccoli possono essere ingeriti da tartarughe, pesci e animali marini con molta facilità provocandone il soffocamento. Nella realtà però probabilmente bisognerebbe ripensare al problema per intero e non concentrarsi solo sui tappi, la parte più piccola della bottiglia. Spesso le bottiglie infatti non vengono riciclate finendo così per inquinare la natura.

La strategia di abbattere l’inquinamento parte dal 2018 con la Plastic Stretgy, un’insieme di provvedimenti volti a rendere tutti gli imballaggi immessi sul mercato europeo riutilizzabili o riciclabili entro il 2030. Sempre parte dello stesso progetto ma a un anno di distanza la Single Use Plastic (Sup) che mette al bando la plastica monouso di piatti, stoviglie, cannucce, bastoncini cotonati, aste per palloncini, mescolatori per bevande.

Secondo Greenpeace, “problemi complessi richiedono un mosaico di soluzioni. Si parte dall’ecodesign, poi riducendo le quote di prodotti imbottigliati e privilegiando, invece, la vendita alla spina; infine con politiche che premiano la restituzione, basate sulla cauzione, come da anni si vedono in Germania. Anche da noi c’è un emendamento nel decreto Semplificazioni dello scorso anno, ma mancano ancora i decreti attuativi. Oppure, si può prendere spunto dalla Francia, dove per il servizio al tavolo nei locali il monouso è stato bandito. Per non parlare dell’acqua in bottiglia: nel nostro Paese quella del rubinetto è ottima nell’84% dei Comuni, mentre oggi in Italia solo circa il 50% degli imballaggi in plastica è riciclato: il resto finisce in inceneritori, discarica o dispersi dell’ambiente”.

Francesco Garbo
Francesco Garbo

Sono un cuoco e un giornalista enogastronomico, cucino e parlo di cibo praticamente tutto il giorno. Vino e cibo sono le due vie migliori per conoscere una cultura, in modo gustoso.



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