Spumantizzazione ad alta quota: in Trentino le bollicine di montagna sono un vero inno alla coltivazione eroica

Francesco Garbo  | 10 Nov 2023  | Tempo di lettura: 3 minuti
Crediti foto: https://www.facebook.com/Trentodoc

Ogni vino racconta il suo territorio, le sue condizioni climatiche ma anche il suo terreno che rende unico ogni vigneto e ogni uva. Il clima, il vento e il tipo di terreno sono componenti essenziali di un vino, per la sua buona o cattiva riuscita. Oggi scopriamo le bollicine di montagna, quelle del vino Trento DOC,  un territorio che comprende la provincia di Trento, la Valle dell’Adige, la Valle di Cembra, laVallagarina, la Valle del Sarca, la Valsugana e le Valli Giudicarie. Sono 800 gli ettari all’interno di questo territorio, principalmente in declivio in un’altitudine compresa tra i 200 e i 900 metri. Quella dello spumante in trentino è una tradizione secolare che negli ultimi anni è progredita sia per numero di produttori che di bottiglie ottenute.

Da dove nascono le bollicine di montagna

Crediti foto: https://www.facebook.com/Trentodoc

Partiamo con una piccola cuiosità, la Trento DOC è stata la prima denominazione italiana ad essere riservata esclusivamente allo spumante ottenuto con il metodo della rifermentazione in bottiglia. Le viti utilizzate sono quelle più idonee alla spumantizzazione con il metodo di rifermentazione in bottiglia ovvero uve come: Chardonnay, Pinot bianco, Pinot nero e Pinot Meunier. In generale quello che caratterizza il clima in questa zona sono le forti escursioni termiche giornaliere e le particolari caratteristiche geologiche e minerali che regalano ai grappoli aromi molto particolari e l’acidità giusta che caratterizza una bollicina di montagna.

La storia dello spumante classico, primo in Italia ad ottenere una DOC, nasce nel 1800 ma solo nel 1902 cominciano ad arrivare riconoscimenti prestigiosi grazie a Giulio Ferrari. Fu una l’intuizione vincente, quella di notare le somiglianze di clima e territorio tra la Champagne e il Trentino e di provare a produrre uno spumante con le stesse caratteristiche. Solo grazie alla costanza e al lavoro di molti viticoltori e cantine nel 1993 arrivò il prestigioso riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata, che garantisce non solo la qualità del processo ma anche l’origine del prodotto.

Metodo di produzione

Per quanto riguarda la raccolta delle uva per la produzione dello spumante avviene in anticipo rispetto alle uve destinate alla produzione di vini fermi, questo per assicurare un giusto equilibrio tra acidità e zuccheri che possa assicurare la produzione di uno spumante di qualità. La vinificazione si realizza in purezza e l’elaborazione dello spumante si ottiene con il metodo classico e la rifermentazione in bottiglia che prevede una prima operazione di scuotimento ovvero il remuage e poi la successiva sboccatura anche detta dégorgement. Previsto un periodo minimo di permanenza sui lieviti che dura un minimo di 15 mesi fino a un massimo di 36 mesi per la produzione della “riserva“. Chiudiamo con qualche piccolo consiglio. Questo tipo di spumante si presta alla perfezione per aperitivi e brindisi, con pietanze dolci o salate o per rimanere in tema territorio con un bel tagliere di salumi e formaggi tipici del trentino. In quanto a temperatura di servizio il Trento DOC va bevuto tra gli 8 e i 12 gradi.

Francesco Garbo
Francesco Garbo

Sono un cuoco e un giornalista enogastronomico, cucino e parlo di cibo praticamente tutto il giorno. Vino e cibo sono le due vie migliori per conoscere una cultura, in modo gustoso.



Ultimi Articoli

©  2024 Valica Spa. P.IVA 13701211008 | Tutti i diritti sono riservati.
Per la pubblicità su questo sito Fytur