Alle porte di Brescia c'è uno dei percorsi più belli d'Italia, dove vivere la Franciacorta tra calici e tavole imbandite | Paesi del Gusto

Alle porte di Brescia c’è uno dei percorsi più belli d’Italia, dove vivere la Franciacorta tra calici e tavole imbandite

Stefano Maria Meconi  | 17 Feb 2024  | Tempo di lettura: 3 minuti

La Strada del Vino Franciacorta è nata con lo scopo di promuovere il patrimonio storico, artistico ed enogastronomico di questo territorio della Lombardia, celebre per la produzione dello spumante da cui prende il nome.

La Franciacorta, una terra storica foriera di grandi vini

La Franciacorta è una zona della provincia di Brescia che si sviluppa tra Lago d’Iseo, Monte Orfano e i fiumi Oglio e Mella. I confini previsti Disciplinare di Produzione del Franciacorta, e che includono 19 comuni, vennero addirittura definiti dal Doge veneziano Francesco Foscari, che governò la Serenissima tra il 1423 e il 1457. Più curiosa è l’origine del nome Franciacorta, che parrebbe richiamare le franchigie di cui godevano i monasteri del Bresciano, tra cui il Monastero di Santa Giulia, fondato dal re longobardo Desiderio.

La produzione di vino da queste parti risale addirittura all’epoca romana, visto che ne parlano Virgilio e Plinio. Il Franciacorta è stato il primo, tra i vini rifermentati in bottiglia a contatto con i lieviti, a ricevere la Denominazione di Origine Controllata e Garantita. Nel territorio non è però l’unica denominazione prodotta, poiché dalle vigne escono ottime referenze come il Sebino IGT e il Curtefranca DOC.

Il percorso della Strada del Franciacorta

Mappa

Percorso

Punto di partenza fondamentale dell’itinerario è Brescia: qui meritano una visita il Capitolium romano, il Teatro del periodo augusteo, il Castello e il già citato Monastero di Santa Giulia, dove morì Ermengarda, figlia del re Desiderio ripudiata da Carlo Magno alla quale il Manzoni dedicò un brano dell’Adelchi.

Usciti dalla città, raggiungiamo Rodengo-Saiano, sede della suggestiva Abbazia Olivetana di San Nicola del X secolo. Qui si tiene, tra febbraio e marzo, la rassegna “Sapor d’Olio” dedicata all’olio extravergine di oliva. Sulla strada verso Provaglio d’Iseo si incontrano il Castello di Passirano del 1100 e il duecentesco Castello di Bornato. Si raggiungono così le Torbiere del Sebino, dove visitare il Monastero di San Pietro in Lamosa di Provaglio d’Iseo, borgo dove sorgono le antiche Cantine Bersi Serlini.

Sul Lago dIseo sorgono il Castello di Oldofredi e la Pieve di Sant’Andrea, custode della tela di Hayez San Michele Arcangelo che scaccia Lucifero. A Paratico, borgo che ospitò Dante Alighieri nel duecentesco Castello dei ghibellini Lantieri, sorge il lussureggiante Parco delle Erbe Danzanti nato, tra roseti e ninfee, presso una ferrovia dismessa. Meritano una sosta la palladiana Villa Lechi, nel grazioso comune di Erbusco, con tanto di raffinato giardino all’italiana, e il Museo Agricolo e del Vino Ricci Curbastro con annesso agriturismo sito a Capriolo. Tappa finale del tour è Rovato, considerata la capitale della Franciacorta: da vedere il cinquecentesco Castello Quistini circondato da una cinta muraria pentagonale con ben cinque torri angolari ed il Convento dell’Annunciata dallo splendido loggiato porticato.

I sapori tipici della Franciacorta

Oltre ai vini, in Franciacorta è possibile assaggiare prodotti gastronomici di grande rilevanza nel panorama gastronomico italiano. Tra questi non si possono non ricordare l’olio extravergine di oliva Laghi Lombardi DOP e, tra i formaggi, il taleggio DOP e la robiola bresciana. Da provare sono poi i casonsei bresciani ripieni di carne e formaggio, il Lardo aromatizzato alla Curtefranca e l’autentica polenta di farina di mais.

Dove mangiare

  • Agriturismo Alberelle (Via Isonzo 37, Rovato). Qui è possibile mangiare un piatto tipico della zona, il manzo all’olio
  • Trattoria del Muliner (Via S. Rocco 16, Clusane). Specialità tipica il pesce di lago, servito in un locale dallo stile vintage
  • Hostaria Uva Rara (Via Foina 42, Monticelli Brusati). Qui è possibile gustare il carpaccio di trota affumicata, le lumache alla bresciana ed il risotto al tartufo nero e Franciacorta.

Tra le strutture ricettive consigliate per dormire vi sono l’elegante Cascina Agrituristica Solive a Corte Franca, comprensiva del Museo del Contadino nei giardini, e la Cantina Agriturismo Al Rocol presso Ome, luogo perfetto anche per pranzi a base di formaggio Bagòss, casonsei e spiedo con polenta e osei. Ottima soluzione è anche il suggestivo B&B Villa Franca a Passirano affacciato direttamente sui vigneti.

Stefano Maria Meconi
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