Strada del Vino DOC Verdicchio dei Castelli di Jesi, sulle tracce del vino simbolo delle Marche

Stefano Maria Meconi  | 02 Mar 2024

Tra le più belle regioni italiane ci sono le Marche, divise tra terra e mare, tra gli Appennini e le dolci colline coltivate a vigneti. È in questo contesto che si inserisce la Strada del Vino DOC Verdicchio dei Castelli di Jesi, grazie alla quale si può scoprire il notevole patrimonio storico, naturale ed enogastronomico della regione.

1 Verdicchio dei Castelli di Jesi, il re dei vitigni marchigiani


Strada del Verdicchio di Jesi

Il Verdicchio dei Castelli di Jesi è considerato il re dei vitigni marchigiani, in quella bottiglia ad anfora realizzata appositamente negli anni ’50 per conto della cantina Fazi Battaglia da parte dell’architetto Maiocchi. Il Verdicchio è un vino bianco, elegante e ben strutturato, di colore giallo con sfumature verdognole dalle quali deriva il suo curioso nome. All’olfatto come al palato si rivelano sentori floreali e fruttati, con un piacevole retrogusto di mandorla amara.

Chiunque voglia degustare questa eccellenza vitivinicola marchigiana, abbinamento obbligato alle prelibatezze del posto, deve recarsi nella valle del fiume Esino. Un pittoresco paesaggio cosparso di vigneti che si adagiano su colline fino a 500 mt di altezza, godendo delle brezze marine per crescere rigogliose e dare un vino eccellente. La zona di produzione comprende 24 comuni, 2 nella provincia di Ancona e 22 in quella di Macerata. Sono i borghi su cui, nel Medioevo, dominavano Malatesta, Della Rovere e Albani. Il vino, però, ha origini ancora più antiche: già Plinio il Vecchio e il re dei visigoti Alarico ne erano grandi estimatori.

Oggi il Verdicchio dei Castelli di Jesi è un vino DOC e DOCG e comprende anche altre versioni quali il muffato, il passito e lo spumante: in quest’ultimo caso si deve ricordare Ubaldo Rosi che percepì le potenzialità di questo vitigno avviandone così la spumantizzazione.

2 Cosa vedere lungo la Strada del Verdicchio di Jesi 

verdicchio di jesi

L’itinerario parte da Jesi, città natale di Federico II. All’interno della sua splendida cinta muraria del XV secolo sorgono eleganti edifici quali il Palazzo della Signoria e la Pinacoteca, all’interno della quale si possono ammirare opere di Lorenzo Lotto e la bellissima Galleria degli Stucchi.

Dopo una consigliata visita all’antica Cantina Montecappone, si prosegue verso Montecarotto, grazioso borgo situato tra la valle dell’Esino e quella del Misa. Il simbolo del borgo è certamente il Torrione dell’Orologio, i cui rintocchi risuonano in tutto il borgo cinto da possenti mura da ben cinque secoli, con presente ancora un suggestivo camminamento di ronda. Visitare Montecarotto, nota come la città dell’olio e del vino, tra giugno e luglio da la possibilità di conoscere i vini di questa terra nel corso della Mostra Mercato dei Vini.

Passando per Serra San Quirico, borgo caratterizzato dalla presenza di passaggi coperti di origine longobarda costruiti a ridosso delle mura, si raggiunge Cupramontana, sede della Notte del Verdicchio che si svolge a luglio. Oltre al Palazzo Comunale, edificio settecentesco in stile neoclassico, merita la visita Palazzo Leoni, sede del Museo Internazionale delle Etichette del Vino: all’interno sono custodite etichette provenienti da tutto il mondo, compresi rari esemplari risalenti all’800. Tra gli eventi imperdibili a Cupramontana c’è poi la Sagra dell’Uva di ottobre, durante la quale, tra degustazioni, musiche e danze tradizionali quali il saltarello, si può assistere al divertente Palio della Pigiatura.

Prossima tappa del tour sulle tracce del Verdicchio dei Castelli di Jesi è Staffolo, bellissimo borgo sopraelevato affacciato sulla Vallesina. Il centro storico è cinto da antiche mura, sulle quali sorge il Museo del Vino e dell’Arte Contadina ricco di antichi strumenti legati alla viticoltura. Da visitare sono la Chiesa di San Francesco del XII secolo, con all’interno un bellissimo organo del 1769, ed il Palazzo delle Magistrature, oggi Teatro dell’Armonia.

Tappa finale dell’itinerario è la piccola e intima Castelbellino, il cui castello duecentesco, oggi diroccato, è stato in passato rifugio dei ghibellini: nella bella Abbazia di Santa Apollinare sono ancora visibili i resti dell’antica città romana di Planina.

3 Dove mangiare e dormire lungo l’itinerario

La Strada del Vino DOC Verdicchio dei Castelli di Jesi è un territorio ricco di sapori: tra questi il calcione (formaggio tipico di Serra San Quirico), le cicerchie di Serra de’ Conti, il ciauscolo, perfetto da gustare su calde fette di pane, il ciarimbolo (interiora essiccate cotte con rosmarino e aglio) ed infine il lanzino, un dolce a base di noci, mandorle e mosto.

Tra i locali dove gustare queste leccornie si possono consigliare:

  • Trattoria Anita già della Moretta (Via Fabio Filzi 7, Cupramontana), dove servono tra le altre cose un sorprendente salame di fegato
  • Osteria Vino e Cucina (Via XX Settembre 54, Staffolo) dove banchettare con invitanti castagnoli e altri ingredienti semplici ma gustosi della cucina locale
  • Ristorante Oio (Viale della Vittoria 87, Jesi) che propone menù della tradizione e porzioni abbondanti tra cui gli immancabili vincisgrassi

Tra le soluzioni per pernottare vi sono:

  • B&B Il Colle (Piazza Augusto Filippi 1, Serra San Quirico), in una posizione privilegiata alle porte del Parco Regionale della Gola della Rossa e di Frasassi.
  • Agriturismo B&B Cadabò (Contrada Sant’Angelo 4, Montecarotto) coniuga un’atmosfera rustica con una cucina a base di prodotti a km 0 quali miele, olio e vino prodotti in loco.
  • La Ciminiera Country House (Via Salmagina 7, Staffolo), un angolo di paradiso ideato dalla famiglia Zaccagnini per condividere con i visitatori le meraviglie del territorio del Verdicchio
Stefano Maria Meconi
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