Tenuta Santoro, 5 generazioni che dal 1850 fanno vini che sanno del mare della Calabria

Claudia Giammatteo  | 30 Ago 2025

È un respiro profondo quello che si prende, all’alba, tra i filari di Tenuta Santoro, dove la brezza marina del Mar Ionio accarezza le uve plasmate da oltre un secolo e mezzo di storia. È come sentire il canto antico della Calabria, quello che i greci chiamavano “nettare degli dei”, ancora oggi palpita nella trama dei grappoli. Cinque generazioni hanno saputo ascoltare questo richiamo: Giuseppe tornato dall’America, le mani ruvide ma amorevoli dei suoi discendenti, e ora Giuseppe, oggi ultimo custode di quel sogno. In ogni calice si racconta la dolcezza del vento, la sapidità della terra argillosa, la forza del sole che dipinge i panorami di questa terra sospesa tra colline e mare. Qui il vino è memoria, è passione, è famiglia che si fa viaggio per chiunque si fermi a guardare e ascoltare.

Com’è iniziata la storia della Tenuta Santoro

Tutto ebbe inizio nel 1850, quando Giuseppe Santoro, rientrato dall’America, decise di mettere radici in Calabria e coltivare i terreni che sarebbero diventati il cuore della Tenuta. Da allora, cinque generazioni si sono alternate, custodendo un patrimonio fatto di esperienza, tradizione e amore per il vino. Negli anni ’90 poi, la famiglia fece il salto: da realtà familiare a piccola impresa locale, fino alla realizzazione di una cantina immersa nei vigneti, realizzata nel 2006.

I valori e la filosofia che guidano la Tenuta Santoro

La Tenuta Santoro si fonda su valori profondi: tradizione, rispetto della terra, qualità e sostenibilità. I vigneti sono coltivati secondo disciplinari biologici rigorosi, con concimi naturali e lavorazioni ridotte all’indispensabile, per esaltare la natura invece di sovrastarla. Il vino nasce dal rispetto del vitigno autoctono, dal Gaglioppo al Greco Bianco, eredità della Magna Grecia e del suolo argilloso e calcareo bagnato dal Mar Ionio. Ogni bottiglia esprime l’autenticità del luogo, il lavoro e l’armonia tra uomo e natura.

Quali vini produce Tenuta Santoro e come assaggiarli

La produzione comprende il Cirò DOC in tutte le sue declinazioni: rosso classico, rosso superiore, riserva, rosato e bianco. Accanto alle etichette tradizionali, la famiglia ha sviluppato linee come Zonaro, Caposerra, Apice, Noveno e Patris 42, ognuna con identità propria. La vinificazione sposa tradizione e innovazione con equilibrio: vendemmia manuale, selezione dei grappoli, imbottigliamento all’origine e vinificazioni con lieviti selezionati, controllo delle temperature, affinamento anche in barrique per alcune etichette. Terreni argillosi e calcarei, esposizione soleggiata, escursioni termiche e la vicinanza al mare donano ai vini struttura, eleganza, freschezza e una sapidità evocativa.

La Tenuta offre esperienze autentiche e immersive: visite ai vigneti, degustazioni in cantina dove si racconta la storia familiare e si assapora il territorio in ogni sorso. Inoltre, partecipa attivamente a eventi come Borgo diVino in tour, occasioni preziose per confrontarsi con altri produttori, far conoscere i vini a appassionati e rafforzare il legame con il territorio.

[foto copertina@DionisioIemma/shutterstock/solo per uso editoriale]

Claudia Giammatteo
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