Torrone di fichi – Panetto di fichi

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Il torrone di fichi varia nell’aspetto e nel nome a seconda della forma in cui viene realizzato:
Panetto = parallelepipedo (cm. 6x12x2,5 circa);
Salame = cilindro (1 = 20 cm. diametro 5 cm. circa;
Cuore = piccolo cuore (cm. 10x10x2,5 circa);
Bacio della Vergine = pralina (di fichi e mandorle con aggiunta di liquore aromatico, anche in versione glassata al cioccolato.
I fichi aperti ed affiancati tra loro costituiscono l’involucro per la farcitura interna di mandorle tostate e cedro candito, arricchita, a secondo dei gusti, con cacao, menta, cannella, vaniglia, arancio candito.
Il prodotto risulta morbido e friabile, viene preparato a partire dalla fine di settembre, il colore esterno è determinato dalla varietà di fichi utilizzati (solitamente si usano fichi bianchi).

 

Territorio interessato alla produzione: Intero territorio della provincia di Ascoli Piceno.

 

Cenni storici e curiosità
Il primo riferimento storico risale al 1571 quando in un documento dell’Archivio Storico del Comune di Monsampolo risulta che un “camerario” comunale paga due bolognini d’argento per l’acquisto di un “pezzo di fichi” (da Corriere Proposte, Mara Miritello, 12/99).
Lettera di Giacomo Leopardi del 20 febbraio 1826 al padre per ringraziarlo dell’ìnvio di fichi secchi che il poeta definisce “di un sapore eccellente”.

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