Tra Amarone e risotti deliziosi, ecco cosa devi assolutamente assaggiare nella città più romantica d’Italia

Francesco Garbo  | 13 Ott 2023  | Tempo di lettura: 3 minuti

Verona è il capoluogo dell’omonima provincia nella regione Veneto, dichiarata nel 2000 patrimonio mondiale dell’Unesco, già ai tempi dell’impero romano era chiamata la piccola Roma. Simbolo della città è senza dubbio l’Arena, terzo anfiteatro Romano in Italia per grandezza, dopo il Colosseo e l’arena di Capua. Vediamo cosa visitare e cosa mangiare a Verona.

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Cosa vedere

Tanta storia, 2 mila anni, racchiusi in una piccola città, di circa 200 km quadrati. Anche Dante Alighieri nei primi anni del 300 la scelse per trascorrere parte del suo esilio. Per antonomasia la città degli innamorati deve la sua fama a William Shakespeare che qui ambientò una storia d’amore tragica ma di grande successo, Romeo e Giulietta.

Ancora oggi, all’interno di un palazzo medievale a pochi passi da Piazza Erbe si trova la casa natale di Giulietta Capuleti. Tantissimi i turisti che vengono qui ogni anno a visitare la casa e lasciano biglietti e lettere d’amore nel cortile dove si può ammirare il balcone dal quale, secondo la leggenda, si affacciava Giulietta. Non potete non perdere poi l’Arena, risalente al primo secolo d.C all’epoca ospitava fino a un massimo di 25 mila persone, dove spesso ci sono spettacoli di Opera e concerti di vario tipo nella stagione estiva. Proseguendo dall’Arena, verso le strade dello shopping arriverete a Piazza Erbe che ospita alcuni degli edifici più antichi e più belli di Verona. Da qui potete anche visitare la Torre dei Lamberti che svetta tra gli edifici grazie ai suoi 84 metri di altezza.

Cosa mangiare

Verona è famosa anche per il Pandoro, simbolo natalizio Italiano, ma in origine tipico di questa città figlio del Pan de oro che veniva servito nell’800 durante le festività natalizie. Il pandoro qui a Verona è il simbolo di storia. Nel 1891, precisamente il 1 di ottobre, il pasticcere Giovanni Battista deposita la ricetta originale della Ofella d’oro, un pane morbido e soffice grazie all uso del burro e delle uova. Da qui poi nel corso degli anni si è arrivati al pandoro che oggi conosciamo.

Altro gioiello di questi luoghi è il vino appeso, un unione tra carne di maiale e vino della valpolicella. Nasce per caso, da uno sbaglio, perché la stagionatura di questa specie di culatello era durata troppo e il salume si era seccato, così per ammorbidirlo è stato avvolto in un tovagliolo intriso di vino. Tra gli altri piatti tradizionali anche il risotto con Tastasal, ovvero un risotto a base di carne di maiale macinata. Tastasal significa “assaggiare il sale” in dialetto, questo perché la ricetta nasce come prova per controllare la salatura degli insaccati. Da assaggiare anche il risotto allAmarone, preparato con il pregiato vino della Valpolicella e con riso Vialone Nano e a finire, formaggio Monte Veronese grattugiato. Per chiudere oltre al Pandoro, le Sfogliatine di Villafranca e le Fritole un dolce tipico di carnevale talmente amato da essere proclamato “Dolce Nazionale dello Stato Veneto”

Francesco Garbo
Francesco Garbo

Sono un cuoco e un giornalista enogastronomico, cucino e parlo di cibo praticamente tutto il giorno. Vino e cibo sono le due vie migliori per conoscere una cultura, in modo gustoso.



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