
Esiste un punto geografico, nel cuore del Piemonte, dove le colline sembrano rincorrersi in un moto ondoso infinito, cambiando colore e pendenza a ogni curva. È qui che il Monferrato scivola dolcemente nelle Langhe, dando vita a un paesaggio vitivinicolo unico, riconosciuto dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità. Al centro di questo crocevia sorge Castagnole delle Lanze, un borgo che negli anni ha saputo conservare una dimensione umana e autentica, diventando il simbolo di una nobiltà contadina che non ha mai smesso di credere nel valore della terra e dell’accoglienza. In questa cornice di rara armonia opera, sin dal 1911, la famiglia di Cascina Comina, custode di una tradizione che mette al centro la genuinità del quotidiano.

Castagnole delle Lanze non è solo un punto sulla mappa enologica, ma un borgo vibrante di storia e iniziative originali. Il centro storico, arroccato sulla collina, è dominato dai celebri portici colorati, recentemente restaurati, che offrono una passeggiata scenografica affacciata sulle vallate circostanti. Questo comune è diventato celebre a livello internazionale per l’iniziativa “Adotta un filare nelle Lanze”, un progetto che permette agli amanti del vino di tutto il mondo di legarsi sentimentalmente a un pezzetto di questa terra.
Passeggiando tra le frazioni, come quella di San Bartolomeo dove ha sede Cascina Comina, si percepisce la doppia anima del territorio: la forza strutturata tipica delle Langhe e l’eleganza aromatica del Monferrato degli Asti. Il paesaggio è un mosaico di vigne inframmezzate da noccioleti, boschi e antiche dimore in mattoni a vista. Per il viaggiatore, Castagnole rappresenta la porta d’accesso a un turismo lento, fatto di soste nelle osterie dove il tempo è scandito dal ritmo della vendemmia e dalla preparazione dei plin. Poco distante, i borghi di Neive e Govone completano un itinerario di bellezza architettonica e paesaggistica che non ha eguali.
Esplorare i dintorni di Castagnole delle Lanze e fare sosta a Cascina Comina è il modo giusto di scoprire un Piemonte segreto. Si possono percorrere i sentieri della Strada del Vino Astesana, a piedi o in e-bike, godendo di punti panoramici che nelle giornate limpide permettono di vedere l’intero arco alpino. Per chi cerca l’eccellenza gastronomica, il territorio offre mercati contadini dove il tartufo bianco d’Alba incontra la Nocciola Tonda Gentile, in un connubio di sapori che trova nel calice di Barbera il suo completamento ideale. La vicinanza con la Valle Belbo e la Valle Tanaro rende questo borgo un punto di partenza strategico per chiunque voglia immergersi nella cultura rurale piemontese, fatta di gesti antichi e di un’ospitalità che sa sempre di casa.
La storia di Cascina Comina inizia oltre un secolo fa, quando il bisnonno degli attuali titolari scelse queste colline per dare vita a una realtà agricola fondata sulla solidità familiare. Come emerge chiaramente dal racconto dei protagonisti, la filosofia dell’azienda è racchiusa in una frase semplice quanto potente: “produciamo il vino che beviamo noi ogni giorno”. In un mercato spesso dominato da prodotti costruiti per stupire, Cascina Comina sceglie la strada della schiettezza. L’approccio alla viticoltura è guidato da un calore umano che si traduce in una gestione meticolosa e artigianale del vigneto. Qui la tecnologia non è mai fine a se stessa, ma serve a proteggere la fragilità dell’uva e a garantire che il passaggio dalla pianta alla bottiglia sia il più naturale possibile. Visitare la cascina significa sedersi a una tavola dove la convivialità è l’ingrediente principale: non c’è separazione tra chi produce e chi consuma, ma una condivisione di valori che rende ogni sorso un’esperienza familiare, capace di raccontare la fatica e la gioia di quattro generazioni.
La produzione di Cascina Comina si concentra sui due vitigni che definiscono l’identità di questo territorio di confine. La Barbera d’Asti, prodotta in diverse declinazioni, è il pilastro della cantina. È un vino che riflette il carattere delle colline astigiane: vibrante, con una freschezza acida che invita alla beva e un frutto rosso croccante che la rende perfetta per accompagnare i piatti della tradizione piemontese, dai salumi locali ai brasati. Dall’altra parte, il Moscato d’Asti rappresenta l’anima dolce e aromatica di Castagnole. Prodotto da vigne che godono di esposizioni solari privilegiate, questo vino sprigiona profumi di zagara, pesca bianca e salvia, mantenendo una leggerezza e una fragranza che lo rendono unico al mondo. È la dimostrazione di come il suolo di queste colline, un mix di marne calcaree e sabbie, riesca a donare un’eleganza naturale che non necessita di forzature. In ogni etichetta di Cascina Comina si ritrova quella pulizia aromatica che è il marchio di fabbrica di chi lavora con umiltà e competenza.
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