Tre italiani tra i 10 formaggi più costosi del mondo. Uno costa anche 300 euro al chilo

Marianna Di Pilla  | 09 Mag 2024  | Tempo di lettura: 4 minuti

L’Italia è notoriamente una terra di diversità culinaria, dove ogni regione e spesso ogni borgo, vanta prodotti unici che raccontano la storia e la cultura del luogo. Tra i tesori gastronomici più celebri, il formaggio occupa indubbiamente un posto d’onore.
Non stupisce, dunque, che in ogni classifica dei migliori formaggi al mondo compaiano anche dei formaggi italiani. Quello che forse non tutti sanno, invece, è che alcuni formaggi prodotti in Italia occupano posizioni di tutto rispetto anche in quelle classifiche che stabiliscono i formaggi più cari al mondo.
Alcune tipologie di formaggio possono avere prezzi davvero alti, costando addirittura poco meno di una bottiglia di vino di livello o del pregiato caviale.
Da cosa dipende un prezzo tanto alto? Entrano in gioco diversi fattori, come il tempo e il processo di stagionatura e l’origine e la reperibilità/rarità degli ingredienti necessari alla produzione.
Elementi che devono essere stati seriamente presi in considerazione dalla classifica stilata da Money.it dei formaggi più costosi al mondo.

La classifica


Al primo posto troviamo il Pule Serbo, un formaggio di latte d’asina proveniente dalla Serbia il cui costo si aggira intorno ai 1.100 euro al chilo. Un prezzo altissimo, dunque, giustificato dalle piccole quantità di latte disponibile per la produzione. Sembra infatti che un’asina produca circa 20 litri di latte in un anno, a fronte dei 25 che occorrono per fare un chilo di Pule Serbo.
Nella classifica fanno poi la loro comparsa formaggi come il Moose Cheese svedese da 1.000 euro al chilo, l’unico al mondo prodotto con latte d’alce, e il Wyke Farms Cheddar da 500 euro anche noto come il Cheddar d’Oro per il suo sapore unico dato dall’aggiunta di tartufo bianco e scaglie d’oro commestibili.

I formaggi italiani in classifica

Al quinto, sesto e decimo posto di questa classifica si trovano rispettivamente tre gioielli italiani: il Bitto Storico (300 euro/kg), il Caciocavallo Podolico (100 euro/kg) e il Caciobufala (85 euro/kg). Gioielli dal punto di vista del sapore e della qualità ma anche del prezzo.

Bitto, l’eredità delle valli lombarde

BITTO DOP
BITTO DOP
Proveniente dalle valli alpine della Lombardia, il Bitto è un eccellente esempio di come il formaggio possa raccontare la storia e il territorio di una regione.
Il Bitto Storico, anche conosciuto come Storico ribelle, viene prodotto in alpeggio sulle Prealpi Orobie ed è composto da una combinazione di latte vaccino e, in piccole percentuali, di latte di capra da latte di capre di razza orobica, specie autoctona a rischio di estinzione.
Il Bitto si distingue per la sua lunga maturazione, che può estendersi fino a 10 anni, durante i quali il formaggio sviluppa una consistenza granulosa e un sapore ricco e intensamente aromatico, con note di frutta secca e erbe alpine. Il processo di produzione tradizionale del Bitto segue metodi antichi che vengono tramandati di generazione in generazione, mantenendo vive tecniche e sapori di un tempo.

Caciocavallo Podolico, il gigante gentile del sud Italia

Caciocavallo Podolico del Caseificio Pessolani
Caciocavallo Podolico del Caseificio Pessolani
Il Caciocavallo Podolico è un formaggio a pasta filata prodotto esclusivamente con il latte di una razza bovina molto particolare: la Podolica. Sono dei bovini molto particolari, mucche di origine ucraina introdotte durante le invasioni barbariche e allevate in Italia in particolar modo in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise e Puglia. Pascolano liberamente nelle aree montuose e boschive di questo regioni del centro e sud Italia, e il loro latte ricco e aromatico conferisce al formaggio un gusto profondamente saporito e complesso.
Questo formaggio è un esemplare eccellente della biodiversità italiana e del legame profondo tra prodotto, territorio e tradizione.
La stagionatura del Caciocavallo Podolico varia da pochi mesi fino a cinque/sei anni, e il risultato è un formaggio dal carattere forte ma equilibrato, con note che vanno dal floreale al piccante e una consistenza che può essere sorprendentemente cremosa per un formaggio a lunga maturazione. La sua forma è quella tipica del caciocavallo, simile a una grossa pera con una ‘testa’ dove il formaggio è legato per la stagionatura.

Caciobufala, delizia campana


Il Caciobufala è un formaggio relativamente nuovo rispetto ai suoi compagni di lista, ma non per questo meno affascinante. Prodotto in Campania, e in particolare nelle province di Caserta e Salerno e con latte di bufale provenienti dalla Piana del Sele, il Caciobufala è realizzato con il latte di bufala. Lo stesso utilizzato per la mozzarella di bufala, ma con un processo di stagionatura che lo trasforma in qualcosa di completamente diverso.
La consistenza del Caciobufala è più compatta rispetto alla mozzarella e il sapore è decisamente più intenso, con una piacevole sapidità e note di burro e panna.
La produzione di Caciobufala sta diventando sempre più popolare, offrendo un’alternativa gustosa per coloro che amano il sapore del latte di bufala ma cercano un formaggio più maturo e complesso.

Marianna Di Pilla
Marianna Di Pilla


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