Trekking in Abruzzo, i percorsi più impervi per i veri appassionati

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In Abruzzo il trekking  è una cosa seria e la sua pratica è in continua crescita.

Il paesaggio montuoso abruzzese infatti, presenta molte possibilità di svago e una grande varietà di percorsi per tutti i livelli di preparazione. Dalle passeggiate rilassanti degli altipiani marsicani, a percorsi impervi che richiedono esperienza, equipaggiamento e tecnica. Le sfide che proponiamo riguardano  tracciati bellissimi e impegnativi, ancora più suggestivi se praticati nella stagione invernale.

Si ricorda che per l’accesso a queste escursioni è necessario essere ben equipaggiati, pena l’esclusione dal percorso. In particolare gli organizzatori elencano come attrezzarsi: scarponcini da trekking, maglietta intima, micropile leggero, maglione o pile pesante, giubbino o guscio goretex, berretto, guanti, zaino, bastoncini, occhiali e crema da sole, k-way, pranzo al sacco e acqua. In più, per i percorsi invernali, è necessario l’uso delle ciaspole, cioè le racchette da neve in dialetto abruzzese. È possibile noleggiarle sul posto presso gli organizzatori. La particolarità di queste escursioni è la possibilità di incontrare animali selvatici come lupo, aquila reale, volpe, lepre, falchi, cervi, caprioli, arvicola delle nevi, animali al pascolo,  e anche il grifone.

Ciaspole ai piedi e gambe in spalla: il Monte Sirente

Leggermente più basso del vicino Monte Velino (2487 mt) il Monte Sirente con i suoi 2347 mt di altezza è una delle vette più alte dell’appennino centrale abruzzese e senza dubbio una delle mete degli appassionati di trekking con una certa esperienza, vista la difficoltà medio alta dei percorsi proposti.

Il primo percorso ci porterà proprio sulla vetta del Monte Sirente, dal quale si può godere di uno dei panorami più belli sulla vallata del Secinaro.

Si parte dallo Chalet del Sirente, quota 1.200 m, tra i paesi di Rovere e Rocca di Mezzo (Altopiano delle Rocche) poco distante dal comune di Secinaro e si affronta un percorso di circa 10 km in 8 ore di cammino, affrontando un dislivello di 1.150 mt. Questi numeri spiegano perchè l’escursione è possibile solo se si è abituati a fare lunghe passeggiate in alta quota e non è indicato per chi è alle prime armi.

La prima tappa è a quota 1.800 mt. dopo aver attraversato la bellissima  faggeta, fino a raggiungere il famoso Canalone della Lupara. Un ripido pendio ci conduce alla Sella del Canalone. Segue una camminata di circa mezz’ora che, costeggiando letteralmente sulla cresta la meravigliosa vista del canalone Majori, ci conduce fino in vetta.

La quota di partecipazione prevede la presenza di un accompagnatore professionista iscritto al collegio Regione Abruzzo delle Guide Alpine a disposizione per tutta la durata dell’escursione e della  assicurazione RC.

Il Lago della Duchessa nel cuore dell’Appennino

Sempre all’interno del Parco Regionale Sirente-Velino la seconda escursione che proponiamo è l’itinerario della Riserva Naturale della Duchessa. Spostandoci sul fronte opposto rispetto a Secinaro, si parte da Cartore, in provincia di Rieti, località facilmente raggiungibile attraverso la vicina A24, all’altezza di Torano.

Pur essendo meno impegnativa rispetto alla scalata del Sirente, l’itinerario è altrettanto impervio e affascinante, caratterizzato da pendii ripidi e non facilissimi da affrontare se non si è allenati. Anche in questo caso la fauna fa da valore aggiunto ed è frequente l’avvistamento di cervi, caprioli e aquile.

L’itinerario parte da quota 944 mt di Cartore e si percorre in circa 6 ore affrontando un dislivello di circa 900 mt, per arrivare a quota 1850 mt. I 10 km di camminata, rigorosamente con le care ciaspole, cominciano con la impegnativa pendenza la Val di Fua che sfocia nel Vallone del Cieco. Siamo a 1670 mt  e la vista del Monte Murolungo e del Monte Morronesi valgono già la fatica del viaggio. I lunghi tratti boschivi tra faggi e acerisale ci conducono con una leggera salita fino alla conca glaciale del Lago della Duchessa a 1788 mt. E qui si ha davvero l’impressione di essere in una fiaba: il Lago della Duchessa, di origine carsica, è uno dei laghi più alti dell’Appennino centrale. D’inverno è totalmente ghiacciato e ricoperto di neve e lo scenario è veramente suggestivo e unico.

Trekking impervio in Abruzzo: scelta infinita di itinerari

Chi ama l’Abruzzo lo sa, non è solo il trekking il motivo della visita: lasciarsi prendere dalle bontà enogastronomiche locali è un esercizio irrinunciabile e complementare alla attività sportiva. Gli stessi abruzzesi suggeriscono di scaldarsi attraverso le loro leccornie, sia nel piatto che nel bicchiere. E sorseggiare un bicchierino del fortissimo amaro centerbe ad alta quota è uno dei ricordi di viaggio da conservare. Questa terra ricca di risorse e attraversata da catene montuose tra le più belle d’Italia, definite in alcuni casi “dolomitiche“, offre davvero tanta scelta per gli appassionati di trekking, soprattutto quello più esperti e desiderosi di affrontare percorsi impegnativi. Bellissimi anche l’itinerario che conduce al Rifugio Sebastiani o la Valle del Morretano (entrambi Parco Regionale Velino Sirente) come quello del Bosco del Cerasuolo sempre nel Parco.

Per cambiare Monte e Parco, basta spingersi fino a sua maestà il Gran Sasso e godersi il percorso di Fonte Vetica Piana Campo Imperatore o Il Voltigno entrambi nel cuore del Parco Nazionale del Gran Sasso