-farina bianca da sacco con un poco di
crusca gr. 350
-sale
-pesto alla
Versare la farina sulla spianatoia, unire un pizzico di sale e tanta acqua quanto necessita per avere una pasta piuttosto soda. Lavorarla bene e poi staccarne dei piccoli pezzettini grossi come un cece o poco di più, e con il palmo della mano strofinarli sul tavolo ottenendo un piccolo gnocchetto, attorcigliato e assottigliato alle estremità , lungo tre o quattro centimetri circa (le donne del posto riescono a preparare le trofie solo con le mani, le meno esperte potranno ottenerle attorcigliando il piccolo bastoncino di pasta a uno stecchino di legno lungo e sottile, o a un ferro da calza). Quando tutte le trofie saranno pronte lessarle per pochi minuti (se la pasta e fresca) in acqua salata, in ebolizione; quindi scolarle, condirle con molto pesto e servirle.
Un borgo situato nelle Langhe occidentali, tra Barbaresco e Castiglione delle ...
Patrimonio immateriale dell'Umanità e simbolo dell'identità nazionale, la cucina ...
Le strade si avvolgono ad anelli, la pietra ridisegna ellissi perfette, la ...
C’è un piccolo borgo, a circa un’ora da Roma, dove la scoperta dei monumenti ...
©
2026 Valica Spa. P.IVA 13701211008 | Tutti i diritti sono riservati.
Per la pubblicità su questo sito
Fytur