Un ristorante riceve la stella Michelin e chiude subito dopo. Qual è e dove si trova

Marianna Di Pilla  | 19 Apr 2024  | Tempo di lettura: 3 minuti

Ricevere una stella Michelin può rappresentare per molti ristoranti non un semplice riconoscimento ma un vero e proprio punto di partenza verso un successo sfavillante.
E se ci fossero dei casi in cui invece succede il contrario?
Questo, almeno, è quanto successo ad un ristorante di Stoccarda, in Germania, che dopo la conferma dell’ambito macaron ha annunciato la chiusura del gourmet dichiarando fallimento.

Stella Michelin, un simbolo di eccellenza gastronomica

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Iconica, simbolo di prestigio e impareggiabile riconoscimento nel mondo della ristorazione mondiale, la Stella Michelin è il sogno di tutti gli chef e proprietari di un ristorante.
Da decenni la guida Michelin è il punto di riferimento per i gourmand di tutto il mondo, indicando i ristoranti che si distinguono per la loro eccezionalità.
Ma cosa rende così ambita questa stella? La risposta è semplice: la qualità.
Ogni ristorante viene insignito di una Stella Michelin perché precedentemente valutato e selezionato con cura da ispettori anonimi, i quali ne giudicano ogni aspetto. Dalla qualità degli ingredienti alla maestria in cucina, dall’atmosfera del locale al servizio offerto, niente passa inosservato all’attenta analisi degli ispettori della guida Michelin.
Ottenere una Stella Michelin è quindi il riconoscimento del lavoro e della dedizione di chef e staff, traguardo ambito che distingue il ristorante tra i migliori del suo genere.
Le stelle Michelin non sono soltanto un simbolo di prestigio, ma anche un importante fattore economico per i ristoranti. Essendo una guida di fama internazionale, il loro marchio può attirare clienti provenienti da tutto il mondo, desiderosi di sperimentare l’esperienza culinaria offerta da un locale così rinomato. Questo può portare ad un aumento delle prenotazioni e della visibilità mediatica, contribuendo così al successo e alla prosperità del ristorante.
La Stella Michelin è un riconoscimento che premia un percorso lungo e impegnativo. Gli chef devono dimostrare una costante ricerca dell’eccellenza, una creatività senza confini e una passione che traspare in ogni piatto servito. È un impegno totale verso la cucina, fatto di sacrifici e di ore trascorse dietro ai fornelli.
È il risultato di un impegno costante verso la perfezione, e un incentivo alla creatività e all’innovazione.

Chef Ben Benasr e il Ritzi


Ritzi di Stoccarda
Al di là del prestigio, la guida Michelin ha infatti anche il merito di promuovere la diversità e l’innovazione nel mondo della ristorazione. Non si tratta solo di riconoscere i grandi nomi della cucina tradizionale, ma anche di scoprire talenti emergenti, chef che propongono nuove interpretazioni e fusioni culinarie e che così portano avanti il concetto di gastronomia come forma d’arte in continua evoluzione.
Allo chef Ben Benasr del ristorante Ritzi di Stoccarda tutto questo deve essere stato ampiamente riconosciuto dal momento che ha ricevuto l’agognato macaron. Eppure per lui e per il suo ristorante le cose devono essere andate diversamente rispetto ad altri colleghi che hanno invece tratto beneficio da questo riconoscimento (come lo stellato più alto d’Italia in Valle d’Aosta).
Sui social lo chef Ben Benasr annuncia la chiusura del gourmet, specificando che la brasserie rimane invece aperta negli orari stabiliti. Ancora da definire la chiusura ufficiale del Ritzi.
È una storia sin dall’inizio segnata da vicende avverse, quella del Ritzi. Apre infatti i battenti nel gennaio 2020, a poche settimane dallo scoppio della pandemia che per oltre due anni ha messo a durissima prova il settore della ristorazione.
Una contingenza che di certo si è riversata su una realtà come quella del Ritzi, La formula del ristorante prevedeva un’offerta mista di bar, brasserie e fine dining da 6 tavoli, in un ambiente di design dallo stile sorprendentemente francese pur trovandosi nel cuore della città tedesca di Stoccarda.
Una missione tanto ambiziosa quanto complessa da mantenere, su cui ha probabilmente inciso in maniera negativa l’aumento degli affitti e dei costi, la carenza di manodopera qualificata e i problemi di salute dello chef.
[foto copertina e nell’articolo da account Instagram @ritzi_stuttgart]

Marianna Di Pilla
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